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Trump: “Lasceremo l’Iran in 2 o 3 settimane. Oggi un annuncio alla Nazione”

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Il presidente americano Donald Trump questa sera, alle ore 21 locali (le 3 in Italia), farà un’importante dichiarazione sull’Iran

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Trump: “Lasceremo l’Iran in 2 o 3 settimane. Oggi un annuncio alla Nazione”

Il presidente americano Donald Trump questa sera, alle ore 21 locali (le 3 in Italia), farà un’importante dichiarazione sull’Iran

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Trump: “Lasceremo l’Iran in 2 o 3 settimane. Oggi un annuncio alla Nazione”

Il presidente americano Donald Trump questa sera, alle ore 21 locali (le 3 in Italia), farà un’importante dichiarazione sull’Iran

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Il presidente americano Donald Trump questa sera, alle ore 21 locali (le 3 in Italia), farà un’importante dichiarazione sull’Iran. L’annuncio della portavoce della Casa Bianca arriva dopo le dichiarazioni del tycoon, secondo cui, gli Usa concluderanno la loro campagna militare in Iran entro due o tre settimane.

“Ce ne andremo molto presto”, ha dichiarato Trump ai giornalisti nello Studio Ovale. L’amministrazione del presidente americano ha più volte suggerito che gli Usa possono dire di aver raggiunto i loro obiettivi principali in Iran, aprendo così la strada alla fine delle ostilità con o senza accordo.

Lo stesso Trump ha più volte affermato che gli attacchi sono riusciti a distruggere il potenziale nucleare di Teheran, mentre, secondo il New York Times, le cose starebbero diversamente. “L’Iran dispone ancora di 970 libbre di uranio altamente arricchito, sufficiente a fabbricare da 10 a una dozzina di bombe”, scrive il quotidiano. “Il Paese – si legge nell’analisi del Nyt – manterrà il controllo su una scorta ancora più consistente di uranio mediamente arricchito che, con un ulteriore arricchimento, potrebbe essere trasformato in combustibile per bombe, qualora gli iraniani riuscissero a ricostruire tale capacità dopo un mese di bombardamenti incessanti”.

A creare incertezza sono principalmente due elementi: la possibilità, lasciata comunque aperta dalla Casa Bianca, di un’escalation militare in Iran e, infine, il ruolo di Israele. Non è ancora chiaro, infatti, in che misura gli Usa siano intenzionati a collaborare con l’alleato e le loro prossime mosse.

Nel caso in cui gli Usa decidessero davvero di optare per una de-escalation, Israele potrebbe decidere di continuare la guerra contro Teheran in autonomia, oppure di concentrare le sue operazioni altrove.

Intanto, una bomba a grappolo lanciata dall’Iran nel centro di Israele ha causato almeno 14 feriti, di cui una bambina di 11 anni in gravi condizioni. A riferirlo è il quotidiano Times of Israel. Mentre gli Usa hanno inviato una terza portaerei a propulsione nucleare, la Uss George H.W. Bush, con il relativo gruppo navale, che si unirà alle portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss Gerald R. Ford già operanti nella regione. La notizia è stata riportata da alcuni funzionari statunitensi, citati dal quotidiano Wall Street Journal. La Bush è salpata dalla base navale di Norfolk, in Virginia, e potrebbe impiegare diverse settimane per raggiungere l’area.

Di Claudia Burgio

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