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Trump: “Sto seriamente valutando il ritiro degli Usa dalla Nato. L’Iran ha chiesto il cessate il fuoco”. Teheran smentisce il presidente Usa: “Non è vero”

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Usa e Iran discutono il cessate il fuoco. Anzi, no. Donald Trump annuncia contatti in corso, su iniziativa di Teheran, per congelare la guerra. Ma la Repubblica islamica smentisce

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Trump: “Sto seriamente valutando il ritiro degli Usa dalla Nato. L’Iran ha chiesto il cessate il fuoco”. Teheran smentisce il presidente Usa: “Non è vero”

Usa e Iran discutono il cessate il fuoco. Anzi, no. Donald Trump annuncia contatti in corso, su iniziativa di Teheran, per congelare la guerra. Ma la Repubblica islamica smentisce

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Trump: “Sto seriamente valutando il ritiro degli Usa dalla Nato. L’Iran ha chiesto il cessate il fuoco”. Teheran smentisce il presidente Usa: “Non è vero”

Usa e Iran discutono il cessate il fuoco. Anzi, no. Donald Trump annuncia contatti in corso, su iniziativa di Teheran, per congelare la guerra. Ma la Repubblica islamica smentisce

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Stati Uniti e Iran discutono il cessate il fuoco. Anzi, no. Donald Trump annuncia contatti in corso, su iniziativa di Teheran, per congelare la guerra. La Repubblica islamica smentisce: “No alla tregua”. La giornata del primo aprile va in archivio con un quadro ancor più convulso del solito, complici le posizioni diametralmente opposte espresse dai due paesi. “Il presidente del nuovo regime iraniano, molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un cessate il fuoco!”, annuncia Trump facendo riferimento ad una presunta iniziativa di Masoud Pezeshkian, che pubblicamente non si esprime. Secondo Axios, testata americana sempre attenta ai retroscena, il dialogo sarebbe vivo e Trump avrebbe anche avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman.

Donald Trump sta “seriamente valutando” il ritiro degli Stati Uniti dalla Nato

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di stare “seriamente valutando” il ritiro degli Stati Uniti dalla Nato, esprimendo forte frustrazione per il mancato sostegno degli alleati europei nel conflitto con l’Iran e per le tensioni legate allo Stretto di Hormuz. “Direi che è ben oltre una semplice rivalutazione”, ha risposto a una domanda del Telegraph sulla possibilità di riconsiderare l’adesione all’Alleanza dopo il conflitto.

“Non sono mai stato convinto dalla Nato. Ho sempre saputo che era una tigre di carta, e lo sa anche Putin, tra l’altro – ha aggiunto – Noi siamo sempre stati presenti automaticamente, anche per l’Ucraina. L’Ucraina non era un nostro problema. Era un test, e noi eravamo lì per loro, e lo saremmo sempre stati. Loro non sono stati lì per noi”. 

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente rimproverato il premier britannico, Keir Starmer, per essersi rifiutato di contribuire alla guerra contro l’Iran. “Non avete nemmeno una marina militare – ha detto parlando al quotidiano britannico Telegraph – Siete troppo vecchi e avete portaerei che non funzionano”.

Alla domanda se Starmer dovrebbe aumentare la spesa per la difesa, il presidente ha precisato di non avere “intenzione di dirgli cosa fare. Può fare quello che vuole, non importa”. “Tutto ciò che vuole Starmer sono costosi mulini a vento che stanno facendo schizzare alle stelle i prezzi dell’energia”, ha concluso

Trump e il discorso sull’Iran

Il presidente americano Donald Trump farà un’importante dichiarazione sull’Iran. L’annuncio della portavoce della Casa Bianca arriva dopo le dichiarazioni del tycoon, secondo cui, gli Usa concluderanno la loro campagna militare in Iran entro due o tre settimane.

“Ce ne andremo molto presto”, ha dichiarato Trump ai giornalisti nello Studio Ovale. L’amministrazione del presidente americano ha più volte suggerito che gli Usa possono dire di aver raggiunto i loro obiettivi principali in Iran, aprendo così la strada alla fine delle ostilità con o senza accordo.

Lo stesso Trump ha più volte affermato che gli attacchi sono riusciti a distruggere il potenziale nucleare di Teheran, mentre, secondo il New York Times, le cose starebbero diversamente. “L’Iran dispone ancora di 970 libbre di uranio altamente arricchito, sufficiente a fabbricare da 10 a una dozzina di bombe”, scrive il quotidiano. “Il Paese – si legge nell’analisi del Nyt – manterrà il controllo su una scorta ancora più consistente di uranio mediamente arricchito che, con un ulteriore arricchimento, potrebbe essere trasformato in combustibile per bombe, qualora gli iraniani riuscissero a ricostruire tale capacità dopo un mese di bombardamenti incessanti”.

A creare incertezza sono principalmente due elementi: la possibilità, lasciata comunque aperta dalla Casa Bianca, di un’escalation militare in Iran e, infine, il ruolo di Israele. Non è ancora chiaro, infatti, in che misura gli Usa siano intenzionati a collaborare con l’alleato e le loro prossime mosse.

Nel caso in cui gli Usa decidessero davvero di optare per una de-escalation, Israele potrebbe decidere di continuare la guerra contro Teheran in autonomia, oppure di concentrare le sue operazioni altrove.

Intanto, una bomba a grappolo lanciata dall’Iran nel centro di Israele ha causato almeno 14 feriti, di cui una bambina di 11 anni in gravi condizioni. A riferirlo è il quotidiano Times of Israel. Mentre gli Usa hanno inviato una terza portaerei a propulsione nucleare, la Uss George H.W. Bush, con il relativo gruppo navale, che si unirà alle portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss Gerald R. Ford già operanti nella regione. La notizia è stata riportata da alcuni funzionari statunitensi, citati dal quotidiano Wall Street Journal. La Bush è salpata dalla base navale di Norfolk, in Virginia, e potrebbe impiegare diverse settimane per raggiungere l’area.

Di Claudia Burgio

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