La proposta Usa per Kiev: una forza multinazionale europea e le garanzie ‘simil Nato’. Russia: “No alla tregua di Natale, puntiamo all’accordo di pace”
Una “forza multinazionale per l’Ucraina” a guida europea – con il contributo dei cosiddetti Paesi volenterosi e il sostegno degli Usa – e delle garanzie simili a quelle della Nato. Ecco di cosa si tratta
La proposta Usa per Kiev: una forza multinazionale europea e le garanzie ‘simil Nato’. Russia: “No alla tregua di Natale, puntiamo all’accordo di pace”
Una “forza multinazionale per l’Ucraina” a guida europea – con il contributo dei cosiddetti Paesi volenterosi e il sostegno degli Usa – e delle garanzie simili a quelle della Nato. Ecco di cosa si tratta
La proposta Usa per Kiev: una forza multinazionale europea e le garanzie ‘simil Nato’. Russia: “No alla tregua di Natale, puntiamo all’accordo di pace”
Una “forza multinazionale per l’Ucraina” a guida europea – con il contributo dei cosiddetti Paesi volenterosi e il sostegno degli Usa – e delle garanzie simili a quelle della Nato. Ecco di cosa si tratta
Zelensky – al termine di due giorni di incontri a Berlino con gli emissari di Washington – dice che ci sono stati passi in avanti nei negoziati sulle garanzie di sicurezza Usa per l’Ucraina.
La proposta Usa per l’Ucraina: una forza multinazionale europea e le garanzie ‘simil Nato’
Intendono costituire una “forza multinazionale per l’Ucraina” a guida europea, con il contributo dei cosiddetti Paesi volenterosi e il sostegno degli Usa. E inoltre ribadiscono il loro appoggio al presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel caso decidesse di consultare il proprio popolo attraverso elezioni. In una Berlino blindatissima, i leader europei – ospiti di Friedrich Merz nella sede della Cancelleria federale – si sono riuniti per fare il punto sul conflitto russo-ucraino, ormai entrato nel suo quarto anno. Un vertice che, spiegano fonti italiane, ha l’obiettivo di “confermare la coesione tra europei, ucraini e americani” e consolidare il processo negoziale avviato con la mediazione di Washington.
Ed è proprio il tema delle garanzie di sicurezza il cuore della dichiarazione congiunta firmata da Meloni e dagli altri leader europei – tra cui Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Donald Tusk e i vertici Ue Ursula von der Leyen e António Costa – per sintetizzare la posizione emersa dal vertice.
Nel documento gli europei accolgono con favore i progressi verso una soluzione negoziata del conflitto, ribadendo il sostegno a una pace che garantisca la sovranità di Kiev e la sicurezza europea.
Nella dichiarazione finale si sottolinea che “i leader hanno accolto con favore i significativi progressi compiuti nell’ambito degli sforzi del presidente Trump per garantire una pace giusta e duratura in Ucraina” e che “hanno concordato di lavorare insieme con il presidente Trump e il presidente Zelensky per giungere a una pace duratura che preservi la sovranità dell’Ucraina e la sicurezza europea”.
Il testo ribadisce la centralità della questione ucraina per la stabilità dell’intera area euro-atlantica, affermando che “i leader hanno convenuto che garantire la sicurezza, la sovranità e la prosperità dell’Ucraina è parte integrante della più ampia sicurezza euro-atlantica” e che “hanno ribadito con chiarezza che l’Ucraina e il suo popolo meritano un futuro prospero, indipendente e sovrano, libero dal timore di future aggressioni russe”.
Un passaggio centrale riguarda l’impegno congiunto di Stati Uniti ed Europa nel quadro di un accordo per porre fine alla guerra.
“Sia i leader statunitensi sia quelli europei si sono impegnati a lavorare insieme per fornire solide garanzie di sicurezza e misure di sostegno alla ripresa economica dell’Ucraina nel contesto di un accordo per porre fine alla guerra”. Tra gli impegni figura il rafforzamento delle capacità militari di Kiev: “Fornire un sostegno continuativo e significativo all’Ucraina per rafforzare le sue forze armate, che dovrebbero rimanere a un livello di pace di 800.000 unità, in modo da poter dissuadere i conflitti e difendere il territorio ucraino”.
La forza militare multinazionale a guida europea
I leader annunciano quindi la creazione di una forza militare multinazionale a guida europea: “Costituire una ‘forza multinazionale per l’Ucraina’ a guida europea, composta da contributi di Paesi disponibili nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi e sostenuta dagli Usa”, chiamata ad assistere “nella rigenerazione delle forze ucraine, nella protezione dei cieli dell’Ucraina e nel sostegno alla sicurezza marittima, anche operando all’interno dell’Ucraina”.
Sul fronte della tregua, la dichiarazione prevede di “istituire un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti, con partecipazione internazionale, per fornire un allarme tempestivo in caso di futuri attacchi e per attribuire e rispondere a eventuali violazioni”, affiancato da strumenti di de-escalation. E’ inoltre previsto “un impegno giuridicamente vincolante, subordinato alle procedure nazionali, ad adottare misure per ristabilire la pace e la sicurezza in caso di un futuro attacco armato”, che possono includere anche l’uso della forza.
Le garanzie ‘simil Nato’
Per la prima volta “ciò che gli Stati Uniti hanno messo sul tavolo a Berlino, dal punto di vista materiale e giuridico, è notevole”. Si parla di garazie “simil Nato” per l’Ucraina: si tratta infatti di garanzie che si avvicinano molto all’articolo 5 della Nato.
Un impegno militare degli Usa per l’Ucraina, come chiesto (già in passato) dall’Europa, che questa volta – come rendono noto diversi media – è però stato scritto nero su bianco dagli statunitensi.
L’Articolo 5 della Nato – lo ricordiamo – stabilisce il principio di difesa collettiva: un attacco a un membro è un attacco a tutti. Dopo un attacco, si attiva l’assistenza reciproca – compresa la forza armata – per ristabilire la sicurezza.
E ciò sarebbe molto importante per l’Ucraina: sapere di poter contare su questa assistenza degli Usa in caso di attacco russo.
Ecco cosa prevede l’articolo 5 della Nato:
“Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali”.
“Non accettiamo le truppe Nato in Ucraina. Nessuna concessione sui territori”
“Non sottoscriveremo, accetteremo o saremo nemmeno soddisfatti di alcuna presenza di truppe Nato sul territorio ucraino”. Lo ha detto il viceministro degli Esteri russo Sergej Ryabkov sottolineando in un’intervista ad Abc News che la Russia non ha intenzione di accettare che le truppe della Nato vadano in Ucraina.
Mai e poi mai, spiega Ryabkov: anche qualora fossero parte di una garanzia di sicurezza. O, ad esempio, come membri dei Volenterosi.
Riguardo ai territori, Ryabkov ha affermato, ancora una volta, che la Russia non vuole fare concessioni su Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea: “Non possiamo assolutamente scendere a compromessi su di esse”.
Nonostante tali dichiarazioni, il viceministro ha mostrato un certo ottimismo riguardo le trattative di pace dicendo che le parti sono “sul punto” di raggiungere una soluzione diplomatica.
“Siamo pronti a raggiungere un accordo” ha detto Ryabkov ad Abc.
Ryabkov ha detto che spera che tale accordo venga raggiunto “il prima possibile”.
Russia: “No alla tregua di Natale, puntiamo all’accordo di pace”
Mosca respinge le richieste di una tregua natalizia in Ucraina.
“Vogliamo la pace, non vogliamo una tregua per concedere una pausa all’Ucraina per prepararsi a continuare la guerra”, lo ha detto Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino.
“Ora la questione – ha aggiunto – è se stiamo per raggiungere, come dice il presidente Trump, un accordo o no”.
Se gli ucraini, anziché a un’intesa di pace, puntano a “decisioni momentanee e non praticabili, allora difficilmente siamo pronti a partecipare a questo” ha poi spiegato Peskov, citato dall’agenzia Interfax.
Ucraina, come sono andati i colloqui di lunedì 15 dicembre
Ore 21.45
Un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina «non è mai stato così vicino». A dirlo è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nello Studio Ovale ha riferito di aver avuto nelle ultime ore colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con diversi leader europei.
«Oggi siamo più vicini che mai a un’intesa», ha affermato Trump, sottolineando il clima positivo dei contatti diplomatici. «Un’ora fa abbiamo avuto un ottimo colloquio con i leader europei sulla guerra tra Russia e Ucraina. È stata una discussione molto positiva, le cose sembrano andare bene».
Secondo il presidente americano, il sostegno europeo a un accordo è forte e condiviso: «Stiamo ricevendo un enorme supporto dai leader europei, anche loro vogliono che il conflitto finisca». Trump ha poi aggiunto che, a suo avviso, anche Mosca sarebbe interessata a una conclusione della guerra, pur riconoscendo le difficoltà del negoziato: «In questo momento anche la Russia vuole che finisca. Il problema è che tutti dicono di volerla finire e poi all’improvviso non lo vogliono più. Il nostro compito è farli sedere allo stesso tavolo, ma penso che il processo stia funzionando». Sul nodo dei territori occupati, Trump ha adottato una linea netta: «A dire il vero, li hanno già persi. Quel territorio è perduto», ha detto riferendosi alle aree ucraine sotto controllo russo. Quanto alle garanzie di sicurezza per Kiev, il presidente ha spiegato che il lavoro diplomatico è ancora in corso e che l’Europa avrà un ruolo centrale: «Stiamo lavorando insieme agli europei. L’Europa avrà un ruolo importante e stiamo discutendo le garanzie di sicurezza necessarie affinché la guerra non ricominci».
Le dichiarazioni arrivano in una fase delicata del conflitto, mentre continuano i contatti tra Washington, le capitali europee e Kiev alla ricerca di una possibile intesa che possa mettere fine alle ostilità.
Ore 20.00
I leader europei riuniti a Berlino per il vertice sull’Ucraina “hanno convenuto che garantire la sicurezza, la sovranità e la prosperità dell’Ucraina è parte integrante della più ampia sicurezza euro-atlantica. Hanno ribadito con chiarezza che l’Ucraina e il suo popolo meritano un futuro prospero, indipendente e sovrano, libero dal timore di future aggressioni russe”. Così si legge nella dichiarazione congiunta firmata dai leader europei.
I leader europei riuniti a Berlino hanno proposto una “forza multinazionale” guidata dall’Europa e sostenuta dagli Stati Uniti per far rispettare un potenziale accordo di pace in Ucraina. La forza farebbe parte delle “solide garanzie di sicurezza” offerte all’Ucraina dagli Stati Uniti e dalle potenze europee con l’obiettivo di garantire che la Russia non violi l’accordo per porre fine alla guerra.
I leader dei principali paesi europei hanno proposto di guidare una “forza multinazionale” e di sostenere in modo “duraturo” l’esercito ucraino, limitato a 800mila soldati, secondo una dichiarazione trasmessa dal governo tedesco. Questa forza sarebbe “composta da contributi di nazioni volontarie e sostenuta dagli Stati Uniti”, che a loro volta guiderebbero un “meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco”, annunciano i leader europei, che esortano inoltre la Russia ad accettare “un cessate il fuoco”.
I leader europei riuniti a Berlino per il vertice sull’Ucraina ribadiscono l’impegno comune, insieme agli Stati Uniti, a sostenere Kiev sul piano della sicurezza e della ripresa economica nel quadro di un accordo per porre fine alla guerra. E’ quanto si legge nella dichiarazione firmata dai leader Ue presenti al vertice. Nel documento si sottolinea che: “Sia i leader statunitensi sia quelli europei si sono impegnati a lavorare insieme per fornire solide garanzie di sicurezza e misure di sostegno alla ripresa economica dell’Ucraina nel contesto di un accordo per porre fine alla guerra”.
Ciò includerebbe impegni a: “Fornire un sostegno continuativo e significativo all’Ucraina per rafforzare le sue forze armate, che dovrebbero rimanere a un livello di pace di 800.000 unità, in modo da poter dissuadere i conflitti e difendere il territorio ucraino; Costituire una ‘forza multinazionale per l’Ucraina’ a guida europea, composta da contributi di Paesi disponibili nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi e sostenuta dagli Stati Uniti. Essa assisterà nella rigenerazione delle forze ucraine, nella protezione dei cieli dell’Ucraina e nel sostegno alla sicurezza marittima, anche operando all’interno dell’Ucraina”.
E ancora: “Istituire un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti, con partecipazione internazionale, per fornire un allarme tempestivo in caso di futuri attacchi e per attribuire e rispondere a eventuali violazioni, insieme a un meccanismo di de-conflitto volto a individuare azioni di reciproca de-escalation a beneficio di tutte le partii; Assumere un impegno giuridicamente vincolante, subordinato alle procedure nazionali, ad adottare misure per ristabilire la pace e la sicurezza in caso di un futuro attacco armato”.
Tali misure, si legge ancora nel documento, “possono includere l’uso della forza armata, assistenza informativa e logistica, nonché azioni economiche e diplomatiche”. Viene inoltre messo nero su bianco l’impegno a “investire nella futura prosperità dell’Ucraina, rendendo disponibili risorse significative per la ripresa e la ricostruzione, promuovendo accordi commerciali reciprocamente vantaggiosi e tenendo conto della necessità che la Russia risarcisca l’Ucraina per i danni causati. In questo contesto, i beni sovrani russi nell’Unione europea sono stati immobilizzati; Sostenere con forza l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea
Ucraina, fonti Usa: “Forti garanzie sicurezza per Kiev, Mosca accetterà progetto accordo“
Il progetto di accordo raggiunto durante i negoziati a Berlino con gli ucraini prevede “garanzie di sicurezza molto forti” per Kiev, simili a quelle dell’articolo 5 del trattato Nato. Ad affermarlo è stato un funzionario americano. Parlando con la stampa, il funzionario ha detto di ritenere che la Russia “accetterà” il progetto di accordo, compreso l’impegno sulle garanzie di sicurezza, sulle quali non ha fornito dettagli concreti, assicurando tuttavia che l’Ucraina e i leader europei ne sono molto soddisfatti.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito di “progressi” nei negoziati sulle garanzie di sicurezza americane per il suo Paese, dopo due giorni di colloqui a Berlino con gli inviati di Washington. “Abbiamo compiuto progressi in questo campo”, ha dichiarato durante una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Ho visto i dettagli” e “sembrano piuttosto buoni, anche se si tratta solo di una prima bozza”, ha proseguito Zelensky.
Donbas alla Russia, l’Ucraina deve lasciare la regione. È questa, in estrema sintesi, la richiesta che il presidente degli Usa Donald Trump, attraverso i suoi inviati, ha ribadito al presidente ucraino Volodymyr Zelensky nei colloqui andati in scena a Berlino. Il leader di Kiev ha incontrato ieri e oggi l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, e il genero e consigliere di Donald Trump, Jared Kushner.
Durante i negoziati, terminati nel primo pomeriggio di oggi, gli emissari americani hanno chiesto all’Ucraina di rinunciare alla parte della regione del Donbas ancora controllata da Kiev, come ha riferito all’Afp un alto funzionario a conoscenza delle discussioni. In sostanza, Washington rimane legata alla versione iniziale del piano elaborato da Trump. “Vladimir Putin vuole dei territori”. Gli americani dicono che l’Ucraina “deve ritirarsi”, cosa che Kiev rifiuta, ha detto la fonte all’Afp. “È piuttosto sorprendente che gli americani adottino la posizione dei russi su questa questione”, ha aggiunto.
La posizione dell’Ucraina
La posizione di Kiev sul tema è nota. Zelensky, anche ieri, ha ribadito la priorità per l’Ucraina: congelare la linea del fronte e imprimere un’accelerazione al dialogo. Per il presidente ucraino, al momento, l’abbandono del Donbas non sembra un’opzione praticabile. L’Ucraina dovrebbe ritirare le proprie truppe, secondo il piano di Trump, e accettare che la Russia mantenga soldati nelle aree attualmente occupate. A dividere i due schieramenti, una zona smilitarizzata che diventerebbe una sorta di cuscinetto.
La posizione della Russia
Le linee guida stilate da Trump piacciono a Mosca. La Russia, anche nelle ultime ore, ha espresso la sua posizione “in modo molto chiaro” e avrà “decise obiezioni” a qualsiasi emendamento del piano di pace . In una intervista al giornalista favorito dal Cremlino al momento, Pavel Zarubin, il Consigliere per la politica estera del Presidente russo, Yuri Ushakov, ha anche sottolineato che Mosca non accetterà disposizioni “su questioni territoriali” o una trattativa sul Donbas.
Ucraina: “Con gli Usa colloqui produttivi, puntiamo a un accordo entro fine giornata”
“Negli ultimi due giorni i negoziati tra Ucraina e Usa sono stati costruttivi e produttivi, con progressi concreti. Ci auguriamo di raggiungere un accordo che ci avvicini alla pace entro la fine della giornata“. Lo ha scritto in un post pubblicato online – su X – il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov.
Inoltre, Umerov invita a “non lasciarsi ingannare da voci e provocazioni” che circolano sui media “con speculazioni anonime”.
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