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Costruiva armature medievali, oggi protegge gli ucraini dai proiettili russi

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Un fabbro ucraino di 39 anni costruiva spade e scudi. Ora, con la guerra in casa, è stato costretto a rivedere le sue priorità. Le placche in acciaio che componevano le sue armature oggi servono a rendere più resistenti ai proiettili russi le uniformi ucraine.

Costruiva armature medievali, oggi protegge gli ucraini dai proiettili russi

Un fabbro ucraino di 39 anni costruiva spade e scudi. Ora, con la guerra in casa, è stato costretto a rivedere le sue priorità. Le placche in acciaio che componevano le sue armature oggi servono a rendere più resistenti ai proiettili russi le uniformi ucraine.

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Costruiva armature medievali, oggi protegge gli ucraini dai proiettili russi

Un fabbro ucraino di 39 anni costruiva spade e scudi. Ora, con la guerra in casa, è stato costretto a rivedere le sue priorità. Le placche in acciaio che componevano le sue armature oggi servono a rendere più resistenti ai proiettili russi le uniformi ucraine.

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Vadim Mirnichenko, fabbro ucraino di 39 anni, prima che la Russia invadesse l’Ucraina e con i suoi carrarmati arrivasse alle porte della sua città natale, Zaporizhzhia, costruiva spade e scudi. Anche se la specialità della casa erano i pettorali in acciaio, in grado di deviare ogni affondo nemico. Nella sua bottega ci sono ancora manichini vestiti in armatura e una serie di lame in varie fasi di fabbricazione, che tre mesi fa vendeva agli appassionati del genere e soprattutto ai partecipanti alle giostre medievali. Ora, con la guerra in casa, è stato costretto a rivedere le sue priorità. Le placche in acciaio che componevano le sue armature oggi servono a rendere più resistenti ai proiettili russi le uniformi ucraine. Lo ha scoperto provando al poligono quanto potessero essere utili quelle protezioni durante una guerra moderna. «Abbiamo capito che le placche che avevamo forgiato per le armature medievali riuscivano a fermare i proiettili», ha raccontato in un’intervista al quotidiano “Gulf News”. Così ha iniziato a realizzare un nuovo equipaggiamento protettivo, unendo le piastre d’acciaio a diversi strati di schiuma prima di avvolgerle con una spessa fascia di nastro grigio. L’armatura moderna ha fatto il suo compito anche sul campo di battaglia: con quelle placche speciali, ha raccontato, un suo conoscente è sopravvissuto a un proiettile russo e se l’è cavata con una costola rotta. Vadim Mirnichenko fornisce le sue protezioni a esercito, polizia e forze di difesa. Il primo carico, finanziato da clienti esteri, è stato regalato ai combattenti ucraini, le altre protezioni sono state vendute invece a circa 140 euro l’una. E ora conta di fabbricarne almeno altre 50 con il materiale che ha a disposizione prima di dedicarsi a coltelli e machete. Prima della guerra, e ancora prima della pandemia, aveva bisogno di 16 collaboratori per mandare avanti la sua bottega a Sud di Zaporizhzhia. La richiesta di spade, lance e armature era continua, soprattutto a ridosso dei tornei. In Ucraina il combattimento medioevale è una disciplina riconosciuta dal 2013 e nel 2019, a pochi chilometri da Kiev, si è svolto il campionato mondiale. Più di mille partecipanti sono arrivati da tutto il mondo per sfidarsi a colpi di spade e lance – debitamente modificate per ragioni di sicurezza – a piedi o a cavallo. Oggi Mirnichenko ha solo due collaboratori e non vende più armature medievali, ma protezioni per salvare vite.
Di Giacomo Chiuchiolo

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