L’Ucraina colpita da bombe e falsità
| Esteri
Una narrazione distorta della realtà ucraina. Accendendo qui la televisione viene data poca enfasi alla controffensiva gialloblù
L’Ucraina colpita da bombe e falsità
Una narrazione distorta della realtà ucraina. Accendendo qui la televisione viene data poca enfasi alla controffensiva gialloblù
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L’Ucraina colpita da bombe e falsità
Una narrazione distorta della realtà ucraina. Accendendo qui la televisione viene data poca enfasi alla controffensiva gialloblù
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AUTORE: Giorgio Provinciali
In questi mesi ho documentato quasi ogni giorno il sentimento e la quotidianità di chi, in Ucraina, resiste a ogni costo alla criminale invasione russa. Descrivo ciò che vedo, vivo e ascolto così come i problemi e le aspettative di un popolo aggredito. Le mie narrazioni spesso si discostano da quelle trionfalistiche di chi ha la fortuna di vivere la guerra dalla poltrona di casa e non risparmiano dettagli su orrori indicibili, ma anche gioie e speranze vissute dalla gente comune. Credo che l’Ucraina lo meriti e sento forte il dovere di far sapere ciò che accade presentandolo per quel che è, senza filtri. Rientrato in Italia per qualche giorno, non ho potuto esimermi dal descrivere come questa stessa realtà venga percepita da chi, ucraino, vive nella nostra amata penisola.
Accendendo qui la televisione, sorprende e offende non poco, a distanza di così tanti mesi, ascoltare ancora una narrazione distorta della realtà ucraina. Viene data poca enfasi alla controffensiva gialloblù, talvolta vengono addirittura omessi del tutto importanti successi ucraini ottenuti sul campo. Spesso viene proposta all’ascoltatore una ricostruzione dell’invasione iniziata nel 2014 non corrispondente al vero, in cui si parla ancora di una guerra civile che non c’è mai stata, anziché di un’aggressione. Viene enfatizzato un odio inesistente tra chi parla ucraino e chi è russofono, creando pericolose e false associazioni tra questi ultimi e la russofilia. Viene mistificata e strumentalizzata la russofobia e si dà ancora troppo spazio a portavoce del regime putiniano in veste di giornalisti e presentatori televisivi. Se in passato si è addirittura dato ascolto a teorie del complotto su realtà inequivocabilmente e drammaticamente chiare, come quella vissuta a Bucha, tuttora viene accreditato chi sostiene che la Crimea sia stata democraticamente e liberamente annessa alla Federazione Russa. Tutto questo ferisce moltissimo chi – avendo gli affetti più cari sotto le bombe russe – si rifiuta di continuare ad accendere la tv per ascoltare descrizioni così distanti dalla realtà.
Per le stesse ragioni, difficilmente un ucraino scorre con piacere la home di Facebook: la deriva populista e sovranista ha trovato terreno fertile sui social network. Lì uno vale uno. Anzi, ottiene più visualizzazioni, impression e condivisioni il tentativo di confutare la realtà di un “signor nessuno” piuttosto ignorantello e prevenuto anziché il commento pacato e ragionato di chi vive quotidianamente una certa realtà o ha studiato e faticato per guadagnarsi un titolo e una posizione. In questo senso, il parallelismo con quanto accaduto in tema sanitario con le fantasiose teorie no-vax è attuale più che mai. «Dammi le prove», e giù insulti: il mondo social è davvero lontano dalla realtà.
Vivendo in Ucraina stupiscono la resilienza, l’unità e la determinazione di un popolo che crede nella vittoria finale sull’invasore russo. Quella attuale viene vista come la sfida decisiva dopo decenni di soprusi e angherie subite. Tutto questo ha un costo enorme. Talvolta anche quest’ultimo viene omesso, lasciando credere che l’armata russa sia fatta di cartapesta. La realtà, talvolta, è davvero distante.
Di Giorgio Provinciali
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