Valérie Pécresse vs populismo
| Esteri
In Francia è in corso una sfida che va ben oltre il risultato elettorale, una sfida per una destra tradizionale le cui conseguenze hanno un potenziale capace di scavalcare i confini nazionali. Protagonista, Valérie Pécresse.
Valérie Pécresse vs populismo
In Francia è in corso una sfida che va ben oltre il risultato elettorale, una sfida per una destra tradizionale le cui conseguenze hanno un potenziale capace di scavalcare i confini nazionali. Protagonista, Valérie Pécresse.
| Esteri
Valérie Pécresse vs populismo
In Francia è in corso una sfida che va ben oltre il risultato elettorale, una sfida per una destra tradizionale le cui conseguenze hanno un potenziale capace di scavalcare i confini nazionali. Protagonista, Valérie Pécresse.
| Esteri
AUTORE: Antonio Pellegrino
In Francia è in corso una sfida che va ben oltre il risultato elettorale e le cui conseguenze hanno un potenziale capace di scavalcare i confini nazionali. A tre mesi dalle elezioni presidenziali, i sondaggi sembrano confermare Emmanuel Macron vincitore al primo turno, quindi lo sguardo non può non posarsi sulla vera rivelazione di questo voto: il secondo arrivato, da cui dipendono anche le chance di vittoria del presidente uscente. È in gioco la possibilità, in caso di sconfitta, di ridefinire il quadro politico d’Oltralpe partendo dall’opposizione, in uno scontro tutto interno alla parte destra dell’Assemblée nationale.
I tre candidati rappresentano ciascuno una particolare declinazione della destra francese: il nazional-populismo di Le Pen, l’anti-establishment di Zemmour e il gollismo tradizionale di Valérie Pécresse. Quest’ultima è secondo i giornali l’unica che, in caso di ballottaggio, potrebbe mettere seriamente in difficoltà Emmanuel Macron e questo dato non stupisce. Dalle scorse legislative, i Repubblicani sono tornati al centro della scena politica transalpina dopo il fallimento del 2017 che è sembrato – con la vittoria della allora neonata lista En Marche! sul fu Front National – decretare la fine dei partiti tradizionali in Francia e nello specifico l’irrilevanza degli eredi del generale De Gaulle (che, assieme ai rivali socialisti, hanno segnato la storia del bipolarismo francese). Una situazione che si è andata a riflettere in tutta Europa, con conseguenze ben note. Da una parte il polo conservatore coglieva l’esempio lepenista spostandosi sul terreno dell’euroscetticismo e del contrasto radicale all’immigrazione, dall’altra si andava a delineare un fronte opposto progressista, il tutto a scapito delle vecchie tradizioni partitiche.
Oggi però, la retorica di Marine Le Pen – fatta di «élites» e «globalismo» – appare superata, stanca. Il fenomeno Zemmour sembra essere già saturo: esaurita la novità provocatoria si è scontrato con la realtà dell’impegno politico. In questo contesto risalta la proposta di Pécresse, autodefinitasi «due terzi Merkel e un terzo Thatcher», che non solo punta a essere la prima presidente di Francia dopo quasi novant’anni ma a riprendersi anche l’area conservatrice archiviando del tutto la stagione populista di cui è stata sinora ostaggio. È la sfida per una destra tradizionale, che passa per la Francia e può affermarsi come modello altrove. Una sfida al momento combattuta nell’area elettorale che va dal 15 al 20%.
di Antonio Pellegrino
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
- Tag: esteri
Leggi anche
Subacquei morti alle Maldive, tutte le possibili cause dell’incidente
15 Maggio 2026
Parla un esperto diver: “La perdita di orientamento e la mancanza di miscela sembrano le ipotesi p…
Putin lancia un attacco di 30 ore con droni e missili su civili. Kyiv: “Risponderemo”
15 Maggio 2026
Il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un attacco durato 30 ore contro la capitale ucraina…
Trump: “Conclusi fantastici accordi commerciali con Xi Jinping”. “South China Morning Post”: “Putin il 20 maggio in Cina”
15 Maggio 2026
Donald Trump ha detto di aver concluso “fantastici accordi commerciali” con Xi Jinping. Secondo “S…
Xi avverte Trump su Taiwan: “Senza una gestione adeguata rischio il conflitto tra Cina e Stati Uniti”
14 Maggio 2026
Si è concluso dopo circa due ore il colloquio tra Donald Trump e Xi. Il Presidente Usa: “È un onor…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.