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Come nasce una notizia, da affari loro ad affari di tutti

Diversi fattori entrano in gioco quando una vicenda personale, come quella di Ambra Angiolini, diventa notizia e quindi, alla portata di tutti.

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Ci sono notizie che a qualcuno fanno istintivamente storcere il naso. Eppure te le ritrovi poi ovunque, diventano argomento di dibattito sui media quanto nei dialoghi tra persone comuni. Perché dovremmo parlare del fatto che Massimiliano Allegri avrebbe tradito Ambra Angiolini? Perché dovremmo commentare il fatto che a lei sia stato consegnato un Tapiro d’Oro da “Striscia la Notizia”? Perché quello che viene trasmesso in televisione, quello che diventa trending topic su Twitter, rappresenta ciò che tocca la pancia. Ciò che fa discutere e, perché no, riflettere.

Non è un caso che una vicenda personale sia diventata tema di prime pagine dei giornali, perché qui entrano in gioco tantissimi fattori. Il primo, il più antico forse: si parla di rapporti umani, si parla di una donna tradita e per di più di una donna famosa. Argomento che da sempre stuzzica, anche chi bolla il tutto come puro gossip e lo fa intendendo il senso più dispregiativo del termine.

E poi ancora, perché c’è di mezzo il potere della tv: ciò che al di là della vicenda sentimentale divide da giorni è quel Tapiro consegnato all’ex ragazza di “Non è la Rai”. Perché onestamente suonava come la beffa oltre al danno: lei tradita e pure presa in giro in un momento che potrebbe non essere semplicissimo mentre di lui, di Allegri, si parla solo sulle pagine sportive. C’è chi ci ha visto l’ennesima riprova di una dinamica in cui il maschio fedifrago viene in qualche modo tutelato, e chi il tradimento l’ha subìto invece esposto sulla pubblica piazza.

Trattandosi di personaggi pubblici, non credo che Ambra se ne sia avuta particolarmente a male. Anzi, alla fine in una trasmissione radiofonica è stata lei stessa a entrare nel merito e a tirare fuori un monologo peraltro molto toccante in cui ha parlato del suo «giorno zero, un momento in cui non si vince, non si perde, ma si riparte». Ne è uscita quindi in modo più che dignitoso, e chi non l’ha mai avuta particolarmente in simpatia si è trovato ora a difenderla a spada tratta.

Ma quello che è ancora più interessante, e di cui non si può che prendere atto, è come sia ormai caduta quella che è un tempo era la linea di demarcazione tra ciò che è notizia e ciò che non lo è. Sempre più occorre osservare a 360 gradi, per cogliere quello che forse anni fa non avrebbe meritato neanche un trafiletto di giornale e che oggi diventa invece tema di discussione.

A patto che si abbia la capacità, e in questo resta enorme la responsabilità proprio dei media e di noi giornalisti, di non soffermarsi sui dettagli pruriginosi e allargare l’orizzonte. Perché anche un Tapiro può aiutarci a comprendere il mondo in cui viviamo e a raccontarlo.

di Annalisa Grandi

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