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Il fascino perverso e pericoloso del pugno duro

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Durante i giorni festivi in Italia si è assistito alla caccia al tampone. Le misure “draconiane” sono tornate di moda e nel giro di pochi giorni la posizione dei no-vax è apparsa insostenibile.

Il fascino perverso e pericoloso del pugno duro

Durante i giorni festivi in Italia si è assistito alla caccia al tampone. Le misure “draconiane” sono tornate di moda e nel giro di pochi giorni la posizione dei no-vax è apparsa insostenibile.
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Il fascino perverso e pericoloso del pugno duro

Durante i giorni festivi in Italia si è assistito alla caccia al tampone. Le misure “draconiane” sono tornate di moda e nel giro di pochi giorni la posizione dei no-vax è apparsa insostenibile.
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Negli ultimi giorni, sull’onda della variante Omicron e del timore – più che comprensibile – di mettere a rischio le persone fragili (ma anche di rovinare le vacanze a sé stessi e ai propri cari), abbiamo assistito in tutta Italia alla caccia al tampone. Di questo fenomeno e della lettura che converrebbe farne ci occupiamo nell’editoriale, ma parallelamente sono tornate di gran moda le misure ‘draconiane’ per contenere questa nuova ondata. Per capire il perché conviene partire da una banale considerazione: nel giro di pochi giorni la posizione dei no-vax è apparsa del tutto insostenibile agli occhi della stragrande maggioranza degli italiani. Sino a qualche settimana fa una quota consistente delle persone vaccinate era disposta a mostrare una certa tolleranza, almeno nei confronti dei dubbi più comprensibili. Oggi, con il rischio di tornare a forti limiti delle libertà personali, se non addirittura in lockdown, le persone hanno perso la pazienza. Letteralmente. Basta prestare attenzione ai discorsi che si fanno in strada o che hanno monopolizzato il cenone di Natale: il lockdown dei non vaccinati – sul modello di Germania e Austria, dove ha oggettivamente funzionato – viene sempre più richiamato, se non invocato. Quanto all’obbligo vaccinale per tutti e non più per determinate categorie, lipotesi è ormai pubblicamente richiamata da buona parte della stampa. Sono temi davanti ai quali questo giornale non si è mai sottratto, ma che conviene analizzare freddamente, senza lasciarsi fuorviare dalle sensazioni del momento. Soprattutto adesso. Le misure ‘draconiane’ (dette così per la particolare severità delle leggi emanate da Dracone, 620 a. C.) hanno un costo elevato su cui conviene riflettere con estrema attenzione, prima di piegarsi a quella che in ogni caso risulterebbe una sconfitta della nostra comunità, costretta a una dolorosa battaglia di retroguardia da una minoranza cocciuta e irresponsabile. Sull’obbligo generalizzato ci siamo più volte espressi: il giorno che dovesse essere varato, quale misura coercitiva lo accompagnerebbe, capace di non farlo confliggere con il dettato costituzionale – ecco i costi – e al contempo non ridurlo a vuoto e inapplicabile principio? Quanto al lockdown dei non vaccinati, pensiamo forse di chiudere in casa persone perfettamente sane, fino a tampone contrario? Ancora una volta, non è necessario essere fini costituzionalisti per scorgere problemi enormi. Non sono domande retoriche: è materia scottante e potenzialmente dannosa. Ancor di più se si pensa che sarebbe bastato un po’ di senso civico. Ce n’è abbastanza per provare profondo sconcerto per quei 5 milioni di italiani e più che si ostinano a dire “No”. di Marco Sallustro

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