Intendiamoci, la santificazione post mortem è un vizio non solo italiano, ma c’è (almeno dovrebbe esserci) un limite all’indecenza dei complimenti-epitaffio. Del resto, nessuno si sognerebbe di indicare per il Colle il suo predecessore alla presidenza del Parlamento europeo, Antonio Tajani. Anche lui, come Sassoli, di formazione diremmo ‘democristiana’, uomo di dialogo e certo non divisivo per vocazione.
In sintesi, il profilo del politico ignorato da tutti in questa fase di chiacchiere e poca sostanza. Lo spettacolo, per ora, prevede i pezzi sulla scacchiera camuffati per bene e un solo aspirante re allo scoperto. Tutti convinti – tranne lui – di potergli dare scacco matto.
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
Briciola, la mascotte che va in pensione
Festa della Repubblica 2026: folla ai Fori Imperiali e celebrazioni per gli 80 anni
2 Giugno, Mattarella: “La Costituzione è la nostra casa comune”. Meloni: “Orgogliosi e riconoscenti”