Briciola, la mascotte che va in pensione
C’è un piccolo grande addio che ha emozionato la parata del 2 giugno: quello di Briciola, la storica mascotte del 4° reggimento Carabinieri a cavallo
Briciola, la mascotte che va in pensione
C’è un piccolo grande addio che ha emozionato la parata del 2 giugno: quello di Briciola, la storica mascotte del 4° reggimento Carabinieri a cavallo
Briciola, la mascotte che va in pensione
C’è un piccolo grande addio che ha emozionato la parata del 2 giugno: quello di Briciola, la storica mascotte del 4° reggimento Carabinieri a cavallo
C’è un piccolo grande addio che ha emozionato la parata del 2 giugno: quello di Briciola, la storica mascotte del 4° reggimento Carabinieri a cavallo. Dopo dodici anni di servizio, la cagnolina meticcia ha sfilato per l’ultima volta lungo i Fori Imperiali, salutando il pubblico e le autorità prima di andare in pensione.
Entrata a far parte dell’Arma nel 2014, quando aveva poco più di un anno, Briciola è cresciuta nella caserma di Tor di Quinto, a Roma, immersa nella vita della Fanfara e dei cavalli. La sua presenza è diventata rapidamente una tradizione delle cerimonie ufficiali, dove ha accompagnato i reparti con passo sicuro e senza paura degli animali più grandi.
La fama di Briciola è esplosa nel 2015
La sua fama è esplosa nel 2015, durante una cerimonia al Quirinale, quando davanti al presidente Sergio Mattarella compì una capriola improvvisa, strappando sorrisi e applausi e diventando un piccolo fenomeno mediatico. Da quel momento è diventata una presenza costante nelle celebrazioni istituzionali, simbolo di un legame tra rigore militare e spontaneità.
Nel tempo, Briciola ha assunto un ruolo quasi iconico: non solo mascotte, ma vera e propria “ambasciatrice” di simpatia dell’Arma. È stata persino insignita simbolicamente del grado di vicebrigadiere, a testimonianza del suo ruolo speciale all’interno del reggimento.
Secondo le fonti, dopo la pensione verrà affidata a un ufficiale dell’Arma, dove potrà vivere in tranquillità, lontano dalle parate ma sempre circondata dall’affetto che l’ha accompagnata per tutta la sua carriera.
Il suo addio segna la fine di una presenza diventata familiare per molti italiani, ma anche la continuità di una tradizione: quella delle mascotte che, tra storia e affetto, rendono più umana la solennità delle cerimonie.
di Annalisa Iannetta
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