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L’Italia, gli italiani e l’impossibile Difesa

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Perché in Italia non si può parlare di Difesa? Parliamo della capacità di aggiornare la nostra struttura militare e di intelligence per adattarla alle enormi tensioni geopolitiche degli ultimi anni

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L’Italia, gli italiani e l’impossibile Difesa

Perché in Italia non si può parlare di Difesa? Parliamo della capacità di aggiornare la nostra struttura militare e di intelligence per adattarla alle enormi tensioni geopolitiche degli ultimi anni

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L’Italia, gli italiani e l’impossibile Difesa

Perché in Italia non si può parlare di Difesa? Parliamo della capacità di aggiornare la nostra struttura militare e di intelligence per adattarla alle enormi tensioni geopolitiche degli ultimi anni

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Perché in Italia non si può parlare di Difesa? No, non la difesa del caso Garlasco, che appassiona milioni di nostri concittadini giorno dopo giorno e – quella sì! – trova amplissimo spazio e attenzione. Come l’accusa, del resto. Che si tratti del condannato Stasi o dell’indagato Sempio, a seconda del ruolo che si voglia recitare in commedia.

No, ci stiamo molto più modestamente riferendo alla difesa del Paese, alla capacità di aggiornare la nostra struttura militare e di intelligence, per adattarla alle enormi tensioni geopolitiche degli ultimi anni.

Non bastano quattro anni e tre mesi di allucinante guerra novecentesca in Ucraina, non basta la guerra congelata fra Usa, Israele e Iran… agli italiani non puoi parlare di Difesa. Non puoi parlare, per farla molto breve e facile, di armi.

Perché, se lo fai, perdi istantaneamente voti nel caso nella vita tu faccia il politico, magari anche con rilevantissimi impegni e responsabilità di governo. Che volete che sia, comunque finisci per passare dalla parte degli sfigati e degli sfortunati. Se fai il giornalista, l’editorialista o l’opinionista e parli di Difesa sei automaticamente associato ai guerrafondai, mica a chi si preoccupa della gestione di minacce più che concrete sull’uscio di casa.

Basterebbe citare il gravissimo episodio di venerdì 29 maggio del drone russo precipitato su un condominio in Romania, per rendersi conto di che cosa stiamo parlando. Di quali rischi si affaccino nel nostro giardino di casa, senza che nessuno abbia voglia almeno di considerare il problema.

di Fulvio Giuliani

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