AUTORE: Marco Sallustro
Lo aveva promesso e lo ha fatto: Donald Trump si è creato il suo “Twitter personale”. Truth Social ha fatto il suo esordio lunedì sull’App Store statunitense, divenendo subito l’app più scaricata. Al momento risparmiatevi la fatica di cercare il clone di Twitter in Italia, perché l’app è per ora disponibile (e solo per il mondo Apple) esclusivamente negli Usa. Disponibile si fa per dire perché, una volta scaricata e terminata la registrazione, si entra in una lista d’attesa di decine e decine di migliaia di persone. Insomma, Truth c’è ma non c’è. Del resto, all’ex presidente serve soprattutto un’arma propagandistica, embrione di una piattaforma dalla quale bombardare i social che lo hanno messo al bando.
Come scritto, Truth Social è un clone di Twitter, strutturato in un “Truth Feed” (l’idea di un feed della ‘verità’ è quantomeno spericolata e solo un ego ipertrofico come quello di The Donald poteva partorirla) in cui compaiono i “Truths”, vale a dire i tweet. Sarà ovviamente possibile il “Re-Truth”, cioè il retweet e l’impianto grafico ricorda da vicino Twitter. Un perfido dispetto di Trump al social da lui così amato e usato compulsivamente, per poi finirne bannato a vita. Non conviene, in ogni caso, ironizzare troppo sulla trovata perché una piattaforma destinata solo alle proprie idee e ai propri follower è, in fin dei conti, la sublimazione del meccanismo per cui in Rete finiamo per riconoscerci e attrarci fra simili. In mano a uno come Trump e con i soldi di Trump, un’arma da non sottovalutare.
di Marco Sallustro
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