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Dallo Spallanzani al Colle

È necessario comprendere fin dove sono arrivate le penetrazioni russe per chiarire alcune strane candidature per il Quirinale.

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La ricerca scientifica deve essere libera e la collaborazione fra scienziati ancora di più. Per non girarci attorno: restare in contatto e al lavoro con quelli russi è un bene, laddove isolarli e chiuderli dentro i confini è quel che fece l’Unione Sovietica e rifà ora l’uomo del Kgb. Naturalmente con la massima attenzione alla sicurezza nazionale.

Ma non è questo che preoccupa, circa quanto avvenuto allo Spallanzani di Roma, dove entrarono i russi in missione Covid e lì rimasero. Nell’intesa firmata era prevista «l’integrazione dello Sputnik nella campagna vaccinale italiana». La Regione Lazio, cofirmataria del documento, reclamava che l’Ema si sbrigasse ad approvarlo. Cosa mai avvenuta, per mancanza di documentazione.

L’azione criminale di Putin impone di sapere fin dove sono arrivate penetrazioni russe. Le magliette leghiste sono esplicite, ma qualche cravatta dovrebbe chiarire. E magari si capirebbe anche come il Pd abbia potuto prendere in considerazione qualche strana candidatura per il Quirinale.

di Davide Giacalone

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