Dubai, la testimonianza di Aurora Semprini: “Missili intercettati sopra le nostre teste, ma la città ha reagito” – L’AUDIO
A Dubai, dove ci sono migliaia di italiani, la quotidianità è stata improvvisamente interrotta. Aurora Semprini, giovane riccionese che vive nell’emirato, ci racconta la prima notte di paura, la disinformazione sui social e la fiducia nella capacità della città di difendere i propri cittadini
In una città che ospita migliaia di italiani, la quotidianità è stata improvvisamente interrotta. Aurora Semprini, giovane riccionese che vive nell’emirato, racconta della prima notte di paura, della disinformazione sui social e della fiducia nella capacità della città di difendere i propri cittadini.
Negli ultimi giorni, Dubai, città simbolo della modernità e della stabilità, improvvisamente si è trovata al centro degli attacchi
Negli ultimi giorni, Dubai, città simbolo della modernità e della stabilità, improvvisamente si è trovata al centro dell’attacco che Usa e Israele hanno scagliato contro l’Iran. Immediata l’adozione delle misure di sicurezza e la chiusura temporanea dello spazio aereo. Sirene, voli sospesi, traffico deviato e una tensione che ha interrotto bruscamente la quotidianità di una metropoli abituata a guardare sempre avanti.
La testimonianza di Aurora Semprini
Mentre le autorità monitorano la situazione e cercano di rassicurare residenti e turisti, tra chi vive quei momenti in prima persona ci sono anche migliaia di italiani. Tra loro una giovane connazionale di Riccione, Aurora Semprini, che da un anno e mezzo ha scelto Dubai come nuova casa. E che oggi ci racconta cosa significa trovarsi nel cuore di una crisi improvvisa.
“Sabato e domenica sono state le giornate più intense, in particolare sabato quando tutto è iniziato abbiamo sentito i boati più forti. Ad un certo punto, su tutti i telefoni è arrivato il messaggio dello stato di emergenza. Io abito al 35° piano e siamo corsi nel basement, dove ci sono i parcheggi, perché qui non ci sono bunker come in altri paesi. Siamo rimasti lì un’oretta o due, fino a quando la security del palazzo ci ha avvisato che la situazione era abbastanza calma per poter far ritorno negli appartamenti. Durante la notte non abbiamo chiuso occhio”.
Aurora,vive nel cuore pulsante di Dubai Marina
La realtà vissuta da chi abita tra i grattacieli dell’emirato restituisce un quadro complesso: un misto di apprensione umana e fiducia incrollabile nei sistemi di difesa. Aurora, vive nel cuore pulsante di Dubai Marina, a pochi chilometri dal porto di Jebel Ali, una delle zone più sensibili a causa della vicinanza alle basi americane. Nonostante la paura, la fiducia nei sistemi di protezione emiratini resta altissima. “Dubai è una città molto sicura e sono pronti all’attacco. Nei primi due giorni sono stati mandati più di 400 tra missili e droni e la città è riuscita quasi a intercettarli tutti. C’è una buonissima difesa”. Aurora precisa che gli attacchi non mirano ai civili: “Tutti pensano: ‘Oddio, stanno bombardando Dubai’, ma stanno puntando alle basi americane”.
Non è mancata una riflessione relativa ad alcuni casi di allarmismo mediatico e sui contenuti distorti che circolano online. “Sui social si è visto veramente di tutto: video finti, dicono che stanno svaligiando i supermercati, ma io ne ho uno sotto casa ed è tutto normale. C’è chi si fa prendere dal panico tipo Covid, ma la situazione non è così tragica come la descrivono”.
Anche i danni a hotel iconici come l’Atlantis o il Burj Al Arab non sarebbero frutto di bombardamenti diretti
Anche i danni a hotel iconici come l’Atlantis o il Burj Al Arab non sarebbero frutto di bombardamenti diretti: “È stato un pezzo di drone che sfortunatamente è caduto e ha danneggiato una parte dell’hotel, ma non ci sono stati morti o feriti gravi”.
Dubai prova a ripartire, spinta dalle stesse autorità. “Abbiamo ricevuto il messaggio dal governo di ritornare alla vita normale. La gente lo sta facendo: vedo persone che vanno a camminare a Marina o in piscina, magari anche solo per non pensare alla situazione”. Nonostante l’ansia di svegliarsi ogni mattina con il rumore degli aerei militari, la determinazione a restare è solida. “Non siamo tranquillissimi, ma cerchiamo di vedere il lato positivo. La fiducia nella città c’è e speriamo che vada tutto per il meglio”.
di Catia Demonte
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