Garlasco, Gianluca Zanella: “Le nuove indagini hanno demolito quelle vecchie”- IL VIDEO
Garlasco, Gianluca Zanella: “Mi sbilancio nel dire che secondo me il colonnello Gennaro Cassese non sarà l’unico indagato in questa nuova inchiesta, oltre ad Andrea Sempio”. Le parole del giornalista
Per anni l’Italia ha visto nel volto di Alberto Stasi il colpevole, il mostro perfetto per un delitto senza un chiaro movente. Eppure, a distanza di 18 anni, mentre quel giovane 24enne diventato oramai uomo, finisce di scontare la sua pena in carcere, oggi in regime di semilibertà, la Procura di Pavia, a seguito di una nuova indagine, individua un altro soggetto come unico responsabile materiale dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco: Andrea Sempio.
Abbiamo incontrato Gianluca Zanella – giornalista d’inchiesta, fondatore di Darkside-Storia Segreta d’Italia e autore del libro Nel Sangue di Garlasco – che per anni ha scavato nelle pieghe di questa vicenda, sostenendo fin da principio l’innocenza di Stasi.
Tra alibi fragili come uno scontrino, retroscena sospetti e coinvolgimento di nuove figure, Zanella ci conduce nel cuore di quella che definisce “un’indagine onesta” che finalmente tocca il nervo scoperto della verità e della giustizia. Non si tratterebbe di un cambio di rotta ad opera della Procura, ma di una forma di dispiegamento, in cui si svelano le crepe di una vecchia indagine viziata dal pregiudizio e di un “segreto” che per anni forse è stato protetto. “La sentenza di condanna di Stasi è stata demolita con elementi oggettivi”, afferma Zanella.
Ci troviamo di fronte ad un caso che non solo mette in luce colpevoli e innocenti, ma ad una vicenda che tocca in toto il funzionamento di una macchina della giustizia che rischia di stritolare vite umane pur di fornire un reo al pubblico.
Garlasco, le parole di Gianluca Zanella
Oggi la Procura di Pavia indica Andrea Sempio come l’unico esecutore materiale del reato. Come interpreti questo cambio di rotta radicale dopo tantissimi anni?
“Più che cambio di rotta, io direi che è stata la prima volta in cui su questo caso sono state fatte delle indagini, e dico una parola forte, oneste. Non che nel passato non siano state oneste, ma sono state viziate da un gravissimo pregiudizio: ovvero di avere la soluzione a portata di mano. Lo era in realtà, ma purtroppo era quella sbagliata. Il biondino dagli occhi di ghiaccio, il parafilico, il pedofilo…in poche parole era questa la descrizione di Alberto Stasi.
Le indagini di adesso, svolte dalla Procura di Pavia, ma materialmente dal nucleo investigativo la sezione omicidi di via Moscova, al di là della colpevolezza o meno di Andrea Sempio, hanno demolito la sentenza di condanna di Alberto Stasi escludendolo dalla scena del delitto, con elementi oggettivi. Non si tratta di un’equazione Alberto Stasi innocente, Andrea Sempio colpevole. Non soffermiamoci su quello, ma sul fatto che un ragazzo di 24 anni è stato stritolato da una macchina della giustizia che è andata nella direzione sbagliata”.
In questo clima di tensione mediatica, c’è il rischio di ripetere lo stesso errore, dal punto di vista umano, che fu fatto con Stasi?
“C’è da dire una cosa in piena onestà intellettuale, e questo ha sempre guidato il mio lavoro su questo caso, che gli elementi che ci sono su Andrea Sempio sono molto gravi. E non mi riferisco agli elementi, diciamo, più suggestivi, ovvero i suoi diari, i suoi sogni, i suoi monologhi. Noi qui abbiamo un DNA, abbiamo un’impronta, abbiamo degli elementi che per Alberto Stasi non c’erano. Poi è chiaro, ci sono anche quegli aspetti più, pruriginosi che assolutamente vanno contestualizzati e non utilizzati per mostrificare Andrea Sempio.
Rimane allo stesso tempo inevitabile riflettere e fare il parallelismo con Alberto Stasi, con ciò che fino a poche settimane fa veniva detto sulla sua persona. Trovo giusto e corretto essere cauti, ma quello che non comprendo e ritengo ingiustificabile, è la cautela da parte di certi personaggi che oggi invocano il garantismo, mentre fino all’altro giorno erano i peggiori detrattori nei confronti di Alberto. La garanzia ci deve essere sempre ovviamente, se Andrea Sempio sia innocente o colpevole comunque lo si poteva scoprire già dieci anni fa quando si è stata disinnescata un’inchiesta che poteva fare quello che è stato compiuto oggi, evitando dolore a tante famiglie”.
Quanto è grave che un “alibi” così fragile come lo scontrino del parcheggio abbia retto per tantissimi anni?
“È gravissimo. C’è la concreta possibilità che quello scontrino lo abbia fatto la mamma di Andrea Sempio. Tra l’altro, dalle intercettazioni e anche dalle interviste che il nucleo famigliare ha rilasciato, emerge un quadro molto diverso da quello ricostruito per esempio nel 2016-2017. Oggi a distanza di tanti anni c’è un elemento in più che mette in discussione quella ricostruzione, ovvero che Andrea probabilmente si è mosso a piedi. Questo lo dice il padre”.
Sarà possibile ricostruire nel dettaglio il delitto di Garlasco a distanza di tanti anni?
“Nel dettaglio è sicuramente un’utopia, ma mettere le persone coinvolte di fronte alle proprie contraddizioni, incrociare quello che è stato detto nel corso degli anni spesso in maniera contraddittoria, già può rappresentare un grimaldello per arrivare alla verità. L’ho detto in tempi non sospetti alla riapertura di questo caso: qualcuno crollerà. La pressione è troppa. Non so seAndrea Sempio sia colpevole o innocente, ma ho la sensazione che sia stato coperto. Quindi questa inchiesta non finisce qui. Adesso abbiamo un altro indagato, che è il colonnello Gennaro Cassese, per false informazioni ai PM proprio in relazione al famoso interrogatorio, alla SIT del 4 ottobre 2008, in cui comparve il famoso scontrino. Bisognerà verificare, come e in che dimensione, sia coinvolto. Io mi sbilancio nel dire che secondo me non sarà l’unico indagato in questa nuova inchiesta, oltre ovviamente ad Andrea Sempio”.
di Catia Demonte
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