Le veline di Striscia la Notizia: “Non ci sentiamo donne-oggetto”
Fra le novità di questa edizione di Striscia la Notizia spicca il numero delle veline: sei (Lavinia Circeo, Nausica Marasca, Ginevra Festa, Lara Granata, Virginia Stablum e Alessia Anzioli). Ancora adesso c’è chi parla male – e con preconcetti – di questa figura. Ma le dirette interessate si sentono delle “donne-oggetto”? Le abbiamo intervistate, ecco le loro parole
Le veline di Striscia la Notizia: “Non ci sentiamo donne-oggetto”
Fra le novità di questa edizione di Striscia la Notizia spicca il numero delle veline: sei (Lavinia Circeo, Nausica Marasca, Ginevra Festa, Lara Granata, Virginia Stablum e Alessia Anzioli). Ancora adesso c’è chi parla male – e con preconcetti – di questa figura. Ma le dirette interessate si sentono delle “donne-oggetto”? Le abbiamo intervistate, ecco le loro parole
Le veline di Striscia la Notizia: “Non ci sentiamo donne-oggetto”
Fra le novità di questa edizione di Striscia la Notizia spicca il numero delle veline: sei (Lavinia Circeo, Nausica Marasca, Ginevra Festa, Lara Granata, Virginia Stablum e Alessia Anzioli). Ancora adesso c’è chi parla male – e con preconcetti – di questa figura. Ma le dirette interessate si sentono delle “donne-oggetto”? Le abbiamo intervistate, ecco le loro parole
“Sono loro o non sono loro? Ma certo che sono loro… Le veline!”, per dirla come il conduttore di Striscia la Notizia Ezio Greggio.
Fra le numerose novità del celebre tg satirico ideato da Antonio Ricci – andato in onda quest’anno per la prima volta in prime time con 5 serate e oggi al gran finale di questa edizione – sicuramente spicca il numero delle veline: ben sei.
Ancora adesso, purtroppo, sui social (ma non solo) ci sono persone che parlano male di questa figura presente nel programma di Striscia la Notizia.
“Haters” – per così dire – che hanno da criticare su tutto: da cosa indossano le veline fino alla loro utilità all’interno del programma.
Ma prima di parlare e commentare (troppo spesso) a sproposito senza sapere nulla di ciò di cui si sta parlando, sarebbe bene informarsi o perlomeno cercare di capire il lavoro che c’è dietro alla figura della velina.
Noi de “La Ragione” siamo voluti andare oltre la superficialità di certi preconcetti e abbiamo parlato direttamente con le sei veline: Lavinia Circeo, Nausica Marasca, Ginevra Festa, Lara Granata, Virginia Stablum e Alessia Anzioli.
Le veline si sentono delle “donne-oggetto”? Ecco le loro risposte.

LAVINIA CIRCEO

1) Innanzitutto, come ti sei trovata in questa edizione di Striscia la Notizia con ben sei veline in totale?
Esperienza incredibile, abbiamo formato un gruppo affiatato, divertente e con grande spirito di squadra. Striscia è una famiglia.
2) Cosa significa per te essere velina oggi?
Per me essere velina è motivo di grande orgoglio: significa avere l’opportunità di entrare nel mondo dello spettacolo e della televisione in un programma che ha fatto la storia, attraversando epoche e generazioni diverse, pur mantenendo lo stesso comune denominatore, ossia una satira intelligente, a tratti pungente, ma capace di trasportare il pubblico a riflessioni profonde sugli spaccati della società attuale.
3) Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” che non hanno di meglio da fare che insultare online – cosa rispondi a chi, ancora adesso, parla (facendo riferimento alle veline ma non solo: anche a vallette, soubrette, presentatrici ecc…) di “donna-oggetto” in televisione?
Le critiche degli haters verso le donne che fanno parte del mondo dello spettacolo sono sempre state oggetto di polemica da parte di chi non riesce ad andare oltre l’apparenza. Dietro ogni donna c’è una personalità, una testa pensante, tanto sacrificio e ore di lavoro incessanti. Valorizzare l’estetica non deve essere motivo di pregiudizio perché la bellezza è un dono, non è solo ciò che si vede con gli occhi.
4) Quanto lavoro e quanto allenamento c’è prima di andare in onda?
5 giorni su 7, dalle 8 alle 10 ore al giorno.
5) Se dovessi descrivere questa edizione del tg satirico con una parola, quale sarebbe? E perché proprio quel termine?
“Cambiamento”, perché l’edizione è del tutto rinnovata in termini di varietà, senza però modificare la sostanza del programma.
6) Quali sono i progetti futuri dopo la fine di questa edizione?
I miei progetti futuri sono quelli di concentrarmi sul mio percorso artistico. Mi piacerebbe intraprendere degli studi di recitazione avendo come sogno nel cassetto il cinema, anche se lavorare in televisione mi dà tanta gratificazione…quindi perché no…magari continuare nel mondo televisivo, anche in vesti di conduttrice.
NAUSICA MARASCA

1) Innanzitutto, come ti sei trovata in questa edizione di Striscia la Notizia con ben sei veline in totale?
Sono assolutamente contenta e soddisfatta di questa nuova edizione e di questo gruppo. Il timore di incontrare colleghe non affini a me c’era perché credo sia fondamentale lavorare con gioia e tranquillità all’interno di un contesto lavorativo. Ci siamo trovate bene sin da subito, ognuna con caratteristiche diverse e riconoscibili che ci hanno permesso di creare un bellissimo equilibrio all’interno della grande famiglia di Striscia. Abbiamo riso e condiviso molto e ognuna di loro, anche se in poco tempo, mi ha regalato tanto.
2) Cosa significa per te essere velina oggi?
Significa far parte di un programma storico della televisione italiana, che ha fatto la differenza perché affronta argomenti importanti con ironia e consapevolezza.
Un lavoro che richiede professionalità, impegno e la possibilità di esprimersi divertendosi.
3) Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” che non hanno di meglio da fare che insultare online – cosa rispondi a chi, ancora adesso, parla (facendo riferimento alle veline ma non solo: anche a vallette, soubrette, presentatrici ecc…) di “donna-oggetto” in televisione?
La fortuna della società attuale è la possibilità di essere libere il che, purtroppo, ancora non è possibile in molti paesi. E noi, libere, abbiamo scelto di essere veline non oggetti. Ragazze determinate che hanno come obiettivo quello di crescere personalmente e lavorativamente come tutte le altre persone. Basti soltanto pensare a tutta la carriera fatta dalle ex veline! L’oggettificazione implica ridurre una persona al suo corpo ma, come ben potete leggere, noi possiamo anche parlare! Il ruolo delle veline fa parte di tutto un linguaggio televisivo, satirico come il programma, scelto consapevolmente. Non è oggettificazione se una donna sceglie di valorizzare la sua immagine come vuole!
4) Quanto lavoro e quanto allenamento c’è prima di andare in onda?
Come potete immaginare c’è molto lavoro prima di andare in onda. Passiamo molte ore in sala prove e in studio. Bisogna essere sempre carichi e concentrati anche quando si ha una giornata no.
5) Se dovessi descrivere questa edizione del tg satirico con una parola, quale sarebbe? E perché proprio quel termine?
“Presenza”. Perché, nonostante tutto, Striscia ha continuato a esserci e a informare con coraggio, sempre e comunque.
6) Quali sono i progetti futuri dopo la fine di questa edizione?
Non vedo l’ora di creare una mia carriera nel mondo della televisione, del cinema e dello spettacolo. Ho tanto da imparare e sono pronta a costruire la mia strada passo dopo passo. Non smetterò di immaginarmi su grandi palchi e schermi fin quando non diventerà realtà!
GINEVRA FESTA

1) Innanzitutto, come ti sei trovata in questa edizione di Striscia la Notizia con ben sei veline in totale?
Mi sono trovata molto bene, sinceramente anche più di quanto mi aspettassi. Essere in sei poteva far pensare alla competizione, invece si è trasformato in confronto e crescita. Io non mi sento mai in gara con le altre ragazze: osservo, imparo, “rubo” le cose belle che ognuna ha e che magari io non ho ancora. Devo dire che sono ragazze bravissime, ma soprattutto ottime persone. In un ambiente esposto come questo non è scontato creare complicità vera; invece, tra noi si è creata un’armonia naturale e mi azzardo a dire anche una bella amicizia. Questo per me ha fatto la differenza.
2) Cosa significa per te essere velina oggi?
Striscia non è un programma qualsiasi: ha carattere, ritmo, una linea precisa. Per me è un palco importante e molto esposto, che ti dà visibilità ma anche responsabilità. È un contesto che ti forma sotto tanti aspetti: presenza, disciplina, precisione. Lo vivo come un’esperienza significativa all’interno di un percorso artistico che continua a evolversi.
3) Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” – che insultano online, cosa rispondi a chi parla di “donna-oggetto” in televisione?
Rispondo che oggi una donna è oggetto solo se non ha scelta. Io scelgo di stare su quel palco, con consapevolezza. So cosa rappresenta quel ruolo e lo rispetto. Spesso si giudica senza conoscere il lavoro e la professionalità che ci sono dietro. Striscia è un programma con una storia importante e una struttura molto seria. Ridurre tutto a un’etichetta è troppo semplice. Le critiche fanno parte dell’esposizione, ma io preferisco concentrarmi sulla crescita e su ciò che costruisco ogni giorno.
4) Quanto lavoro e quanto allenamento c’è prima di andare in onda?
C’è tantissimo lavoro, anche se da fuori può sembrare leggero. Allenamento costante, cura del corpo, attenzione ai dettagli, prove ripetute. Anche nelle registrazioni nulla è lasciato al caso: guardano tutto, davvero al millimetro. Striscia è una macchina precisa, e quando entri in una struttura così rodata devi essere centrata, preparata e professionale. Se in scena sembra tutto naturale, è perché dietro c’è impegno vero.
5) Se dovessi descrivere questa edizione del tg satirico con una parola, quale sarebbe? E perché proprio quel termine?
“Consapevolezza.” Perché lavorare in un programma che va avanti da così tanti anni ti fa capire l’importanza della solidità. Ti mette davanti a un pubblico attento e ti spinge a crescere. È un’esperienza che ti fa capire meglio chi sei e dove vuoi andare.
6) Quali sono i progetti futuri dopo la fine di questa edizione?
Voglio continuare a crescere e a uscire dalla mia zona di comfort. Mi interessa confrontarmi con realtà diverse, anche internazionali, e ampliare il mio linguaggio artistico. Mi incuriosisce anche il cinema, perché credo che mettersi alla prova in contesti nuovi sia il modo migliore per evolvere. Striscia per me è una tappa importante, ma il mio percorso è più ampio. Ho ambizione e voglio costruire passo dopo passo qualcosa che mi rappresenti davvero.
LARA GRANATA

1. Innanzitutto, come ti sei trovata in questa edizione di Striscia la Notizia con ben sei veline in totale?
All’inizio ero curiosa di scoprire quali dinamiche si sarebbero create perché sei personalità diverse sullo stesso palco possono risultare ingombranti, in realtà è stata una piacevole sorpresa. La cosa che mi ha colpito di più è stata l’energia del gruppo, si è creato un equilibrio spontaneo fatto di intesa e sostegno reciproco. In un ambiente così competitivo non è scontato creare legami sinceri. E poi anche in studio, in sala prove, in sartoria e per i corridoi ho trovato un clima famigliare che ha reso questa esperienza, seppur breve, travolgente ed indimenticabile.
2. Cosa significa per te essere velina oggi?
Essere velina oggi per me significa confrontarsi con un’eredità importante. Rappresentare un format che ha costruito un’identità precisa su un palco che ti dà grande visibilità richiede professionalità e disciplina, non è solo presenza scenica.
3. Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” – che insultano online, cosa rispondi a chi parla di “donna-oggetto” in televisione?
Di solito cerco di non dare attenzione a haters o commenti negativi, non ne vale la pena. Sono consapevole che non si può piacere a tutti e che le critiche fanno parte dell’esposizione, ma è importante distinguere critiche costruttive da giudizi sterili. Donna oggetto? Da ballerina ho sempre vissuto il mio corpo come uno strumento di lavoro e di espressione, non come qualcosa di passivo o una decorazione silenziosa. E poi come ha detto Antonio Ricci le veline servono a mantenere il clima del varietà per ricordare che striscia è spettacolo e non verità.
4. Quanto lavoro e quanto allenamento c’è prima di andare in onda?
Molto più di quanto si immagini! Quello che si vede in puntata è il frutto di un grande lavoro dietro le quinte. Allenamenti in sala prove, prove in studio, trucco, parrucco, tutto viene curato per non lasciare nulla al caso e rendere la puntata coinvolgente.
5. Se dovessi descrivere questa edizione del tg satirico con una parola, quale sarebbe? E perché proprio quel termine?
Direi “iconica” perché, nonostante le novità e i cambiamenti introdotti in questa edizione, conserva la sua identità. Rimane un simbolo inconfondibile dello stile di informazione satirica.
6. Quali sono i progetti futuri dopo la fine di questa edizione?
Questa esperienza a Striscia è stata un’opportunità preziosa di crescita e la considero una tappa del mio percorso artistico più che un punto di arrivo. Continuerò ad ampliare la mia professione con un bagaglio nuovo e più ricco da portare con me.
VIRGINIA STABLUM

1) Innanzitutto, come ti sei trovata in questa edizione di Striscia la Notizia con ben sei veline in totale?
Benissimo, si è creato un gruppo di amiche che resteranno a prescindere dal lavoro. Sono felice che i nostri cammini si siano intrecciati!
2) Cosa significa per te essere velina oggi?
Significa aver arricchito il mio curriculum con competenze nuove.
3) Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” che non hanno di meglio da fare che insultare online – cosa rispondi a chi, ancora adesso, parla (facendo riferimento alle veline ma non solo: anche a vallette, soubrette, presentatrici ecc…) di “donna-oggetto” in televisione?
Credo che oggi la vera differenza la faccia la consapevolezza e la scelta. Una donna non è un “oggetto” se è lei a decidere chi essere, cosa fare e come usare la propria immagine. Il problema non è il ruolo, ma lo sguardo con cui viene giudicato. Io sono orgogliosa di aver trasformato la mia immagine anche in uno strumento per costruire un’azienda, un’identità e un messaggio: ogni donna può essere molto di più di come viene etichettata. Gli haters parlano, ma chi crea, fa.
4) Quanto lavoro e quanto allenamento c’è prima di andare in onda?
Molto più di quanto si pensi, per uno stacchetto di 30 secondi ci sono 10-12 ore al giorno di prove per tutta la settimana!
5) Se dovessi descrivere questa edizione del tg satirico con una parola, quale sarebbe? E perché proprio quel termine?
“Frizzante”! Ogni giorno è stata una giostra di emozioni.
6) Quali sono i progetti futuri dopo la fine di questa edizione?
Stay tuned 😉
ALESSIA ANZIOLI

1. Innanzitutto, come ti sei trovata in questa edizione di Striscia la Notizia con ben sei veline in totale?
Essere in sei ha creato un vortice di energia pazzesco! C’è stato molto più supporto, mille risate in camerino e diciamocelo, anche coreografie spettacolari! Non ci siamo mai sentite in competizione, anzi, siamo state una squadra fortissima. Sono così contenta di aver condiviso questo percorso con delle ragazze autentiche, bellissime e soprattutto speciali.
2. Cosa significa per te essere velina oggi?
Essere velina oggi per me significa libertà e professionalità. Essere velina non è solo “stacchetto”, ma è saper ballare, saper stare davanti a una telecamera e soprattutto è saper trasmettere positività a chi ci guarda da casa. È un ruolo storico che si è evoluto tanto e ha fatto parte della storia della televisione italiana. Siamo ragazze che studiano, che hanno sogni e obiettivi concreti. È sicuramente un trampolino di lancio, ma è anche un lavoro che richiede disciplina e che rivesto con tantissimo orgoglio.
3. Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” – cosa rispondi a chi, ancora adesso, parla di “donna-oggetto” in televisione?
Rispondo con un sorriso, perché la cattiveria spesso nasconde solo insoddisfazione. A chi parla di “donna-oggetto” direi di venire a vedere quanta costanza, impegno e dedizione dedichiamo. Usare la propria bellezza e il proprio talento è una scelta nostra, libera e consapevole. Il vero sessismo non è ballare in tv, ma pensare che una donna non possa decidere cosa fare del proprio corpo o della propria carriera. Noi ci divertiamo, lavoriamo sodo e ci sentiamo belle e brave. Agli haters mando un bacio… e consiglio di ballare un po’ di più, che rilassa!
4. Quanto lavoro e quanto allenamento c’è prima di andare in onda?
Tantissimo, non avete idea! Quello che vedete in quei pochi minuti è il risultato di ore e ore in sala prove. Arriviamo in studio presto: riscaldamento, prove costumi, trucco e parrucco. È un lavoro atletico a tutti gli effetti, bisogna essere sempre in forma e pronte a tutto. Ma la stanchezza sparisce appena si accende la luce rossa della telecamera!
5. Se dovessi descrivere questa edizione del tg satirico con una parola, quale sarebbe? E perché proprio quel termine?
Direi ESPLOSIVA! Non c’è mai stato un momento piatto, ogni puntata era una festa e una scarica di adrenalina pura. È stata un’edizione che ha fatto rumore, in senso super positivo!
6. Quali sono i progetti futuri dopo la fine di questa edizione?
Sicuramente continuerò a studiare: recitazione e dizione sono le priorità, perché mi piacerebbe sperimentare anche altri ruoli in tv o magari al cinema. E poi chissà, magari un progetto legato ai social… ho tante idee che mi frullano in testa! Per ora mi godo questo momento magico, ma ci saranno belle novità!
di Filippo Messina
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