Giornata Mondiale contro il cancro infantile: ancora troppe disparità
| Salute
In Italia il tasso di sopravvivenza al cancro infantile è dell’80%, nei Paesi in via di sviluppo tocca a malapena il 20%. Obiettivo OMS: raggiungere il 60%
Giornata Mondiale contro il cancro infantile: ancora troppe disparità
In Italia il tasso di sopravvivenza al cancro infantile è dell’80%, nei Paesi in via di sviluppo tocca a malapena il 20%. Obiettivo OMS: raggiungere il 60%
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Giornata Mondiale contro il cancro infantile: ancora troppe disparità
In Italia il tasso di sopravvivenza al cancro infantile è dell’80%, nei Paesi in via di sviluppo tocca a malapena il 20%. Obiettivo OMS: raggiungere il 60%
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Il 15 febbraio ricorre la Giornata mondiale contro il cancro infantile, istituita nel 2002 dall’Organizzazione mondiale della sanità, per sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sulle problematiche dei bambini e degli adolescenti ammalati di tumore. Quest’anno, l’edizione vuole porre l’attenzione sul diritto alla salute per i più piccoli: ricevere una diagnosi accurata nel più breve tempo possibile e avere accesso alle cure migliori e alle terapie salvavita. Ogni anno, nel mondo sono circa 400 mila, tra bambini e teenager, a ricevere una diagnosi di cancro. Ma se nei Paesi ad alto reddito, inclusa l’Italia, il tasso di sopravvivenza si aggira intorno all’80%, nei paesi più poveri la percentuale di sopravvivenza scende drasticamente, toccando a malapena il 20%.
L’obiettivo dell’Oms è di raggiungere almeno il 60% di sopravvivenza per tutti i bimbi con diagnosi di cancro in tutto il mondo entro il 2030. L’intento, dunque, è quello di raddoppiare il tasso di guarigione, rispetto a quello attuale. Più di 100mila malati ogni anno potrebbero guarire se anche loro avessero garantite una tempestiva diagnosi e l’accesso alle cure, proprio come i loro coetanei nei Paesi sviluppati.
In Italia ogni anno, circa 1400 bambini dagli 0 ai 14 anni si ammalano di cancro, numeri ai quali poi si aggiungo gli 800 casi di adolescenti tra i 15 e i 19 anni. Grazie alla ricerca, oggi la percentuale di guariti nel nostro Paese raggiunge il 70%, contro il 58% degli anni settanta, con punte dell’80-90% di bimbi che guariscono nel caso di patologie più comuni nella fascia di età pediatrica, come leucemie e linfomi.
Di Claudia Burgio
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