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Attenzione. I contagi che si moltiplicano in estate

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È la prima estate senza restrizioni. È normale avere voglia di viaggiare, di essere spensierati, di ritrovare quelle abitudini che avevamo dovuto accantonare. Ma non possiamo ignorare i numeri: la variante Omicron ha fatto impennare i contagi in queste ultime settimane

Attenzione. I contagi che si moltiplicano in estate

È la prima estate senza restrizioni. È normale avere voglia di viaggiare, di essere spensierati, di ritrovare quelle abitudini che avevamo dovuto accantonare. Ma non possiamo ignorare i numeri: la variante Omicron ha fatto impennare i contagi in queste ultime settimane
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Attenzione. I contagi che si moltiplicano in estate

È la prima estate senza restrizioni. È normale avere voglia di viaggiare, di essere spensierati, di ritrovare quelle abitudini che avevamo dovuto accantonare. Ma non possiamo ignorare i numeri: la variante Omicron ha fatto impennare i contagi in queste ultime settimane
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Siamo in estate, la prima praticamente senza restrizioni da quando è scoppiata la pandemia. È normale avere voglia di viaggiare, di essere spensierati, di ritrovare quelle abitudini che avevamo dovuto accantonare. Ma non possiamo ignorare i numeri: la variante Omicron ha fatto impennare i contagi in queste ultime settimane. La Fondazione Gimbe ne ha registrati 595mila in sette giorni, con un aumento dei ricoveri del 33%. E se gli ospedali non sono in sofferenza è merito dell’altissima percentuale di vaccinazioni effettuate. Occorre ora cercare di non gettare alle ortiche quello che si è fatto, quel senso di responsabilità che ogni italiano ha dimostrato. Anche se non ci sono obblighi. Non significa imporsi chissà quale sacrificio, ma semplicemente prestare attenzione. Siamo liberi dall’obbligo di mascherina, ma il virus non se n’è andato. Anzi. E allora, senza farla tragica, se vogliamo continuare a essere liberi tocca a noi prestare attenzione. Com’è giusto che sia, si farà il concerto dei Måneskin al Circo Massimo, nonostante qualcuno ne abbia chiesto l’annullamento. Non sarebbe stato giusto, soprattutto perché quando se ne cancella uno allora bisognerebbe cancellarli tutti. Non è che i fan di Damiano & Co. siano più ‘pericolosi’ di quelli di altri gruppi o cantanti. Bene ha fatto comunque il frontman della band a invitare all’uso delle mascherine, perché eventi come questo costituiscono evidentemente le circostanze in cui è più facile contagiarsi. Ma sarebbe un danno enorme, insostenibile per il mondo dello spettacolo, se anche quest’estate non ci fossero concerti. Di contro bisogna ammettere che la fine degli obblighi imposti sta rappresentando per taluni la sensazione di poter fare qualsiasi cosa senza rischiare. Purtroppo non è così e anzi probabilmente i numeri reali dei contagi sono persino sottostimati, visto che tanti ricorrono ormai ai tamponi “fai da te”. E quindi, pure se positivi, se scelgono di non avvertire il medico o l’Ats di riferimento non compaiono in nessuna statistica. Fanno parte di quel sommerso che tale rimane e c’è solo da sperare che a una mancata registrazione non corrisponda l’inosservanza dei dettami di autoisolamento, fondamentali per tutelare sé stessi ma anche e soprattutto gli altri. Questa variante Omicron è altamente contagiosa e, finché non arriveranno i vaccini aggiornati, anche chi ha ricevuto tre dosi deve prestare attenzione. Anche se è estate, anche se siamo tutti quanti stanchi di vivere in costante allerta. Perché stare attenti oggi è l’unico modo per evitare che debbano essere adottate nuove misure per contenere la curva dei contagi. Senza farsi prendere dal panico, senza sentirci proiettati all’indietro perché gli stessi esperti non sono allarmisti. Sappiamo tanto di più di questo virus rispetto a due anni fa e sappiamo pure che i vaccini sono l’unica strada, insieme a quelle accortezze che ci hanno accompagnato dall’inizio della pandemia e che dobbiamo continuare ad avere. Non perché qualcuno ci obblighi a farlo, ma nel nostro stesso interesse. Chi non lo comprende o vuole ignorarlo fa un danno innanzitutto a sé stesso. E anche questo dovremmo averlo imparato.   Di Annalisa Grandi

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