Se la visita al museo è antistress
| Salute
Se la visita al museo è antistress: visitare un museo può infatti portare enormi benefici alle persone. In Italia il Poldi Pezzoli ha risposto con un’iniziativa concreta
Se la visita al museo è antistress
Se la visita al museo è antistress: visitare un museo può infatti portare enormi benefici alle persone. In Italia il Poldi Pezzoli ha risposto con un’iniziativa concreta
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Se la visita al museo è antistress
Se la visita al museo è antistress: visitare un museo può infatti portare enormi benefici alle persone. In Italia il Poldi Pezzoli ha risposto con un’iniziativa concreta
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Che ne dite di trascorrere la pausa pranzo in un museo? A questa domanda un poco inusuale il museo milanese Poldi Pezzoli ha risposto con un’iniziativa concreta: aprire le porte della propria collezione con visite guidate di mezz’ora che consentano di conoscere i capolavori delle Sale dei Lombardi e staccare dalla fatica degli impegni lavorativi. Un’iniziativa intelligente, semplice ma pionieristica nel nostro Paese. Fuori dai nostri confini si tratta invece di un’esperienza diffusa e da tempo considerata un ottimo lenitivo allo stress e ai disturbi da esso derivanti.
A Bruxelles i medici possono per esempio prescrivere visite a istituzioni culturali gratuite come parte integrante dei trattamenti per stress, ansia e depressione: un programma pilota che, se porterà i benefici promessi, potrebbe far riconoscere alle visite museali lo status di cure psicologiche. Stessa situazione anche nel Regno Unito, dove uno studio dedicato a questa pratica per combattere ansie quotidiane (seguita in particolare dagli under 30) ha dimostrato vantaggi non soltanto per la salute ma anche per tutta quanta l’economia nazionale. Il programma “Art on Prescription” ha infatti consentito al sistema sanitario inglese di risparmiare circa 2,30 sterline per ogni pound investito nel progetto. Not so bad.
Intanto la direttrice del Museo Poldi Pezzoli garantisce che «la cultura è un farmaco. Una mezz’ora di museo significa prendersi cura della propria anima in quel momento di stacco».
di Raffaela Mercurio
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