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Afrika Bambaataa è morto. Uno dei padri dell’hip hop

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È morto all’età di 68 anni Afrika Bambaataa, pioniere dell’hip hop e fra i principali innovatori dell’electro-funk

Afrika Bambaataa è morto. Uno dei padri dell’hip hop

È morto all’età di 68 anni Afrika Bambaataa, pioniere dell’hip hop e fra i principali innovatori dell’electro-funk

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Afrika Bambaataa è morto. Uno dei padri dell’hip hop

È morto all’età di 68 anni Afrika Bambaataa, pioniere dell’hip hop e fra i principali innovatori dell’electro-funk

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È morto all’età di 68 anni Afrika Bambaataa, pioniere dell’hip hop e fra i principali innovatori dell’electro-funk.

Lance Taylor – questo il vero nome del dj, rapper, produttore statunitense e visionario -, nato il 17 aprile 1957, è senza dubbio fra i padri di questo movimento.

Ha contribuito a far crescere e conoscere l’hip hop: quello vero.

Quel genere nato l’11 agosto 1973 (con DJ Kool Herc, nome d’arte di Clive Campbell) nel West Bronx, a New York (Usa).

In mezzo alla povertà.

Proprio quel genere che con il tempo – inizialmente con musica e ritmo, poi con rime e sì, anche rabbia e voglia di farsi sentire – si è diffuso in tutto il mondo.

Afrika Bambaataa ha contribuito a trasformare un movimento in un linguaggio globale dove si uniscono musica, identità e riscatto sociale.

È stato fra i primi a intuire che l’hip hop non fosse soltanto intrattenimento ma una forma di espressione culturale.

Il suo nome resta indissolubilmente legato a brani come Planet Rock (del 1985).

Geniale, attraverso le sue canzoni ha aperto la strada a contaminazioni sonore inedite dove si sono mescolati rap, musica elettronica e funk.

Un suono nuovo, che avrebbe poi influenzato intere generazioni di artisti ridefinendo i confini della musica contemporanea.

Con la sua Universal Zulu Nation (organizzazione fondata nel 1973) ha costruito una comunità fondata da pace, unità e rispetto in un contesto contraddistinto da disuguaglianze.

Con un obiettivo preciso: convertire le tensioni delle gang in creatività che promuove valori importanti attraverso l’hip hop.

Dall’hip hop si sono sviluppati il rap, la break dance e tanto altro.

Ma non si tratta solo di un genere musicale.

Ha dato voce a chi non veniva preso in considerazione dalla società.

Una voce che è andata ben oltre lo spazio del ghetto.

La morte di Afrika Bambaataa segna la fine di un capitolo per la storia della musica e non solo.

Resta l’eredità di un visionario che – attraverso un grande intuito – ha saputo inventare qualcosa, vedere prima di molti altri il potenziale di una rivoluzione culturale tracciando una strada che percorriamo ancora oggi.

di Filippo Messina

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