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David Gilmour, la sua Black Strat venduta per 14.5 milioni: cimeli da record

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Le aste di memorabilia musicali continuano a battere record. L’ultimo caso è la Black Strat di David Gilmour, venduta da Christie’s a New York dalla collezione di Jim Irsay

David Gilmour

David Gilmour, la sua Black Strat venduta per 14.5 milioni: cimeli da record

Le aste di memorabilia musicali continuano a battere record. L’ultimo caso è la Black Strat di David Gilmour, venduta da Christie’s a New York dalla collezione di Jim Irsay

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David Gilmour, la sua Black Strat venduta per 14.5 milioni: cimeli da record

Le aste di memorabilia musicali continuano a battere record. L’ultimo caso è la Black Strat di David Gilmour, venduta da Christie’s a New York dalla collezione di Jim Irsay

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Da quando la musica, da colonna sonora delle vite di molti, è diventata oggetto di culto, è cresciuta la corsa ad accaparrarsi cimeli appartenuti ai grandi della storia delle sette note. Di record in record, da oggetti di scena a strumenti veri e propri, ogni anno si aggiunge un nome alla lista.

L’ultimo caso è la Black Strat di David Gilmour, venduta da Christie’s a New York dalla collezione di Jim Irsay: la chitarra con cui il chitarrista dei Pink Floyd ha inciso album come “The Dark Side of the Moon” e “Wish You Were Here”. Stimata tra i 2 e i 4 milioni di dollari, è stata battuta a 14,55 milioni, ben oltre i 5,245 milioni pagati da Irsay nel 2019. Nella stessa collezione figurava anche la Tiger di Jerry Garcia, usata nel suo ultimo concerto con i Grateful Dead nell’estate 1995, venduta per 10 milioni. Dalle corde si passa ai tasti ma la dinamica non cambia. Il pianoforte verticale di “Casablanca”, in legno e con soli 55 tasti, usato da Dooley Wilson nella scena in cui Ingrid Bergman pronuncia il celebre «Suonalo, Sam», è diventato anni fa il piano più costoso mai venduto all’asta: 3,4 milioni di dollari.

Nel 2023 è toccato al pianoforte a coda Yamaha di Freddie Mercury, quello su cui ha composto, tra le altre, “Bohemian Rhapsody”: circa 2,2 milioni di dollari. Si potrebbe archiviare tutto come follia da collezionisti miliardari, ma dietro queste cifre c’è il bisogno di trattenere ciò che per natura è effimero: il suono di un assolo, il momento in cui una canzone è nata.

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