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Di “Music Of The Spheres” dei Coldplay si salva quasi solo il tour

“Music Of The Spheres” si rivela un album confuso che parla di una band che sembra in piena crisi di mezza età. Bene invece il nuovo tour ecologico: userà fonti di energia alternative. Un esempio? Le luci sul palco in funzione solo se il pubblico salterà

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Quando mesi fa i Coldplay hanno rilasciato come singolo di lancio “Coloratura” in molti non potevano credere alle proprie orecchie. Un brano orchestrale di oltre 10 minuti, tra atmosfere space e un occhiolino ai Pink Floyd, con cui Martin e soci sembravano decisi a spezzare le logiche del mercato discografico. Ci si aspettava un album su questa falsa riga, diverso e maturo. Qualcosa che continuasse una ricerca iniziata anni prima e che aveva prodotto nel sottovalutato lavoro precedente “Everyday Life” brani sorprendenti come “Trouble in Town” e “Arabesque”, messi lì per indicare forse una nuova strada da seguire. Aria Fresca, insomma.

Niente di più sbagliato. Alla prova dei fatti “Music Of The Spheres”, questo il titolo del disco, si è rivelato essere un album dalla direzione confusa che tra emoji per titoli, cori da stadio e ballad poco originali, non si capisce per chi sia stato scritto. 

Per una band della caratura dei Coldplay tutto è ottimamente prodotto e non mancano episodi convincenti, eppure l’amaro in bocca resta e sa di incredibile occasione sprecata.

Ma se l’album sembra esser destinato a non lasciare alcun segno del suo passaggio, ugualmente non si può dire per l’omonimo tour programmato per il 2022.

Il tour ecologico

I Coldplay avevano promesso che non sarebbero mai più tornati sui palchi di mezzo mondo se non fossero riusciti in qualche modo ad abbattere le emissioni e l’inquinamento che una macchina dei live come la loro produce ogni volta che si muove. Dopo anni di studi, sembrerebbero aver trovato il giusto compromesso.

In un’intervista alla BBC, infatti, la band ha spiegato come si sia impegnata a ridurre le emissioni di Co2 del 50% pensando a diverse fonti di energia alternativa per alimentare lo show, tra cui una pista da ballo che genera elettricità dall’energia cinetica del pubblico, creata in collaborazione con la BMW. “Quando dirò, ‘Ho bisogno che tu salti su e giù, avrò letteralmente bisogno che tu lo faccia –  ha spiegato Chris Martin all’emittente inglese – Perché se non lo farai, le luci semplicemente si spegneranno”. I concerti utilizzeranno anche l’elettricità proveniente da batterie alimentate da ventilatori, nonché energia solare, olio da cucina riciclato da ristoranti locali e alimentazione di rete da fonti rinnovabili al 100%, ove disponibile.

Non resta che aspettare il 2022 per vedere come sarà effettivamente tutto messo in atto, situazione epidemiologica permettendo, e perché no sperare che in scaletta ci sia il minor numero possibile di brandi tratti dall’ultimo disco “Music of the Spheres”.

di Federico Arduini 

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