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Gli 80 anni di Liza Minnelli. Una donna chiamata “musical”

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Il 12 marzo 2026 Liza Minnelli spegnerà ben 80 candeline! Attrice, cantante e ballerina ha fatto della sua vita una vera e propria opera d’arte

Gli 80 anni di Liza Minnelli. Una donna chiamata “musical”

Il 12 marzo 2026 Liza Minnelli spegnerà ben 80 candeline! Attrice, cantante e ballerina ha fatto della sua vita una vera e propria opera d’arte

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Gli 80 anni di Liza Minnelli. Una donna chiamata “musical”

Il 12 marzo 2026 Liza Minnelli spegnerà ben 80 candeline! Attrice, cantante e ballerina ha fatto della sua vita una vera e propria opera d’arte

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Dopodomani Liza Minnelli compirà 80 anni. Entrando di diritto – casomai qualcuno non se ne fosse ancora accorto – tra le ultime grandi star dello spettacolo americano e internazionale. Una performer capace di attraversare oltre sei decenni di cinema, musica e teatro diventando il simbolo del musical.

Figlia dell’attrice Judy Garland e del regista Vincente Minnelli, nasce a Los Angeles (curioso scherzo del destino, per una che passerà alla storia per un brano-inno dedicato a New York) e cresce sul set. La sua prima apparizione cinematografica avviene a soli tre anni nel film “In the Good Old Summertime” del 1949, accanto alla madre. Ma la carriera che costruirà negli anni successivi non sarà soltanto l’eredità di una dinastia artistica, quanto il risultato di un talento personale straordinario. Con la sua voce potente, la presenza scenica magnetica e lo stile immediatamente riconoscibile – capelli corti, occhi cerchiati di nero, energia quasi elettrica – Minnelli diventa già negli anni Sessanta una star di Broadway. Il successo mondiale arriva nel 1972 con “Cabaret”, diretto da Bob Fosse. Nel ruolo di Sally Bowles, cantante fragile e provocatoria nella Berlino degli anni Trenta, Minnelli offre una delle interpretazioni più celebri della storia del musical cinematografico. La performance le vale l’Oscar come miglior attrice e consacra definitivamente la sua immagine di artista intensa, ironica e vulnerabile allo stesso tempo.

Nel corso della carriera Liza Minnelli è diventata una delle poche ad aver conquistato lo status di “Egot” (l’acronimo che indica i vincitori di Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award, cioè tutti i più prestigiosi premi dello spettacolo), un risultato che la colloca nell’olimpo dello star system. I suoi spettacoli dal vivo, costruiti come veri numeri di teatro musicale, hanno riempito per decenni le sale di tutto il mondo.

Tra le curiosità della sua vita artistica c’è il legame con grandi protagonisti della cultura pop. È stata grande amica di Michael Jackson, che negli anni Ottanta la invitava spesso a esibirsi nei suoi eventi privati. Andy Warhol la ritrasse in una delle sue celebri serigrafie, consacrandola anche come icona della pop art. E nella sua lunga carriera ha collaborato con artisti diversissimi, da Charles Aznavour a Frank Sinatra, con cui ha condiviso il palco più volte.

La sua vita non è stata però solo una sequenza di successi. Problemi di salute, dipendenze e momenti difficili ne hanno più volte interrotto l’attività artistica. Lei stessa ha raccontato di aver attraversato periodi complicati legati all’alcol e ai farmaci, seguiti da altrettanti ritorni sulle scene. Anche questa fragilità ha contribuito a costruire il mito di un’artista capace di cadere e rialzarsi di continuo.

Il suo nome resta inoltre profondamente legato alla cultura pop e alla comunità Lgbtq+, che l’ha sempre considerata una delle sue figure più rappresentative. Non è raro vedere le sue performance imitate nei locali drag di tutto il mondo, segno di un’influenza che va ben oltre il cinema e il teatro. Negli ultimi tempi il suo nome è tornato sui giornali anche per un piccolo attrito mediatico con Lady Gaga, raccontato fra le pagine del memoir appena pubblicato e intitolato “Kids, Wait Till You Hear This”, nel quale l’interprete di “Arthur” e “New York, New York” ha raccontato di non aver apprezzato del tutto alcune scelte legate alla loro apparizione insieme agli Oscar del 2022, in particolare l’episodio della sedia a rotelle (su cui era stata costretta a presentarsi sul palco per motivi di sicurezza, nonostante non ve ne fosse motivo reale).

Al di là delle polemiche, gli ottant’anni di Liza Minnelli restano soprattutto la celebrazione di una carriera irripetibile. Poche artiste hanno incarnato con tanta intensità l’idea stessa di spettacolo: il palco come destino, la musica come racconto, la performance come forma di vita. Perché, nel caso di Liza Minnelli, lo show non è mai stato soltanto un lavoro. È sempre stato, semplicemente, il suo modo di esistere.

Di Stefano Faina e Silvio Napolitano

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