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“Il marito invisibile” torna in scena Marina Massironi

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Dopo lo scoppio della pandemia e l’avanzamento sempre più prepotente della tecnologia, come sta cambiando il nostro modo di relazionarci? Una commedia divertente per riflettere su un tema così importante.

“Il marito invisibile” torna in scena Marina Massironi

Dopo lo scoppio della pandemia e l’avanzamento sempre più prepotente della tecnologia, come sta cambiando il nostro modo di relazionarci? Una commedia divertente per riflettere su un tema così importante.
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“Il marito invisibile” torna in scena Marina Massironi

Dopo lo scoppio della pandemia e l’avanzamento sempre più prepotente della tecnologia, come sta cambiando il nostro modo di relazionarci? Una commedia divertente per riflettere su un tema così importante.
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Marina Massironi, classe 1963, attrice, cabarettista, doppiatrice italiana torna in scena con lo spettacolo “Il marito invisibile”, insieme a Maria Amelia Monti, scritto e diretto da Edoardo Erba. La prima commedia in video-call, che racconta il rapporto che oggi abbiamo con la tecnologia. Una quotidianità in cui, ormai, la fisicità è sostituita da uno schermo del cellulare o del pc.  Per Marina la recitazione è una passione che nasce fin da piccola: “La prima volta che ho visto qualcuno salire su un palcoscenico ero proprio una bambina ed ero all’oratorio. Avevano fatto uno spettacolo su ‘Anna dei miracoli’ e ho sentito che per la mia timidezza il palcoscenico sarebbe stato il luogo perfetto in cui avrei creato qualcosa di magico”.  Una carriera iniziata molto presto: “Crescendo, durante il liceo, negli anni ‘70, ho cominciato a lavorare anche per radio private e appena ho potuto ho fatto la scuola di recitazione per cercare di fare questo lavoro a livello professionale. È stata una spinta emotiva, come credo capiti a chiunque si affacci ad un lavoro artistico: da qualche parte c’è uno stimolo emotivo non tanto razionale”.  Un nostalgico ricordo di tempi lontani quando gli smartphone e i computer non erano ancora presenti nelle nostre vite. Ed è proprio sul tema della tecnologia che vuole soffermarsi “Il marito invisibile”, il lavoro in cui recita la Massironi. Un modo per indagare attraverso la commedia, in maniera divertente, dove stiano andando le relazioni umane.   Uno spettacolo scritto sulla scia della pandemia, quando relazionarsi era possibile solo a distanza, ma evidentemente ancora molto attuale. Per l’attrice vincitrice del David di Donatello e del Nastro d’argento (miglior attrice non protagonista nel film ‘Pane e tulipani’) gli strascichi lasciati dalla pandemia sono ancora ben visibili: “Ci sono ancora persone che hanno perso la fiducia, destabilizzate dal lockdown, e che hanno avuto bisogno di supporti psicologici – tiene a ribadire l’attrice –  Siamo sempre più dentro i social. La tecnologia avanza sempre più mentre diminuiscono i nostri rapporti dal vivo. I corpi svaniscono, lasciando posto all’invisibilità”.  La Massironi, nota anche per la lunga collaborazione artistica con il trio “Aldo, Giovanni e Giacomo”, in questa storia interpreta Lorella, una giovane donna dal passato difficile che chiama la sua amica del cuore, Fiamma (interpretata da Maria Amelia Monti), madre e  sposata: “La chiamo per dirle che finalmente ho trovato l’uomo della mia vita, ma c’è un però: è invisibile. A quel punto l’amica penserà che io sia diventata matta e lo spettacolo si snoda tutto su questa vicenda”.  Un’occasione per sviscerare il tema dell’invisibilità, che può essere una via di fuga oppure un luogo di rifugio. “Qui abbiamo due versioni: un desiderio che si concretizza in assurdità e dall’altra parte una ricerca che va a buon fine. Ma non voglio svelare troppo dello spettacolo” continua Marina. “A un certo punto si arriva persino a domandarsi quale dei due uomini sia davvero invisibile, se quello vero in carne e ossa di Fiamma o quello invisibile di Lorella”.  La fragilità di alcune relazioni, l’ambiguo strumento della tecnologia si fondono in questo spettacolo più che mai attuale. Quante volte ci è capitato di sentirci invisibili agli occhi dei nostri affetti più cari? E quante altre avremmo voluto sparire per non affrontare i problemi? La tecnologia è riuscita ad “avvicinarci” ma ci ha anche allontanati. Sta a noi utilizzare al meglio questo nuovo modo di comunicare, senza alienarci troppo dalla realtà. Perché il dialogo di persona non potrà mai essere sostituito da qualcosa di virtuale. Non per niente siamo fatti di emozioni.  Di Claudia Burgio

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