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La Prima della rinascita

Per la Prima Alla Scala di Milano di quest’anno è stato scelto il Macbeth di Giuseppe Verdi: un evento di costume ma anche l’occasione per ripartire proiettati al futuro senza dimenticare le radici del passato.
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La Prima della rinascita

Per la Prima Alla Scala di Milano di quest’anno è stato scelto il Macbeth di Giuseppe Verdi: un evento di costume ma anche l’occasione per ripartire proiettati al futuro senza dimenticare le radici del passato.
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La Prima della rinascita

Per la Prima Alla Scala di Milano di quest’anno è stato scelto il Macbeth di Giuseppe Verdi: un evento di costume ma anche l’occasione per ripartire proiettati al futuro senza dimenticare le radici del passato.
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Per la Prima Alla Scala di Milano di quest’anno è stato scelto il Macbeth di Giuseppe Verdi: un evento di costume ma anche l’occasione per ripartire proiettati al futuro senza dimenticare le radici del passato.

Se è vero che il 7 dicembre è un giorno come un altro per buona parte degli italiani, non lo è certamente a Milano. Non solo perché si ricorda Sant’Ambrogio, patrono della città, ma anche perché, con gioia immensa degli appassionati di tutto il mondo, è il giorno della Prima delle Prime: la prima rappresentazione della stagione lirica al teatro Alla Scala di Milano.

Non è sempre stato così. Originariamente la prima dell’anno era fissata il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, e solo nel 1951 – settant’anni fa – il direttore d’orchestra Victor De Sabata decise di anticiparla al 7 dicembre, con una divina Maria Callas ne “I Vespri Siciliani”. Fu proprio da allora, e sempre di più con il passare del tempo, che la Prima divenne un vero e proprio evento di costume, un’occasione per la Milano ‘bene’ di mettersi in mostra sotto i riflettori, un immancabile appuntamento per le istituzioni. Non stupisce pertanto che sia stata anche palcoscenico delle più disparate proteste, dallo storico lancio di uova del 1968 fino alle ultime manifestazioni del 2019 contro i morti sul lavoro.

Ma se prima faceva più notizia ciò che accadeva sul palcoscenico improvvisato in piazza, negli ultimi anni l’attenzione si è nuovamente spostata sull’opera rappresentata in teatro. Questo grazie al grande lavoro fatto dall’amministrazione del Teatro, dalla Rai e dalle varie amministrazioni cittadine per far sì che questo evento sia il più vicino possibile al grande pubblico e non più percepito come riservato a pochi.

A tal scopo perfette sono state le operazioni come la Prima diffusa o l’insieme di iniziative dedicate ai più giovani. Si è così in parte recuperata quella funzione educativa che il teatro lirico ha sempre avuto nel suo dna. E quale autore più adatto di Verdi, che notoriamente contribuì con le sue opere a sedimentare il concetto di patria in un popolo che unito non era mai stato?

Quest’anno per la Prima è stato scelto il suo “Macbeth”, un’opera che dopo un lungo periodo nel dimenticatoio rinacque nel 1952 proprio al teatro Alla Scala e con la Callas. Non poteva esser fatta scelta migliore per il ritorno del pubblico in sala, per la Prima della rinascita. Sotto la regia di Davide Livermore e la direzione del maestro Riccardo Chailly, ha visto sul palco un cast stellare: il protagonista Luca Salsi – baritono che di Verdi ha fatto una ragione di vita – ha cantato ancora una volta a fianco di Anna Netrebko, riformando una coppia artisticamente molto affiatata, insieme a voci del calibro di Francesco Meli e Ildar Abdrazakov.

Parafrasando lo stesso Verdi: «Torniamo all’antico e sarà un progresso». Perché per ripartire e progredire le radici non vanno mai dimenticate.

di Federico Arduini 

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