Lidia Vitale: “Io e Elodie, due donne unite fanno una forza”
Lidia Vitale, protagonista insieme ad Elodie del film “Ti mangio il cuore”, è una donna forte e con le idee chiare, sia sul cinema che sui temi d’attualità. E ci racconta che con Elodie non c’è mai stato astio, anzi, solo gratitudine.
Lidia Vitale: “Io e Elodie, due donne unite fanno una forza”
Lidia Vitale, protagonista insieme ad Elodie del film “Ti mangio il cuore”, è una donna forte e con le idee chiare, sia sul cinema che sui temi d’attualità. E ci racconta che con Elodie non c’è mai stato astio, anzi, solo gratitudine.
Lidia Vitale: “Io e Elodie, due donne unite fanno una forza”
Lidia Vitale, protagonista insieme ad Elodie del film “Ti mangio il cuore”, è una donna forte e con le idee chiare, sia sul cinema che sui temi d’attualità. E ci racconta che con Elodie non c’è mai stato astio, anzi, solo gratitudine.
AUTORE: Raffaela Mercurio
“Venezia è un frullatore per noi attori. È stata una grande vittoria sia sul piano artistico che su quello umano perché io e Elodie abbiamo dato prova, dentro e fuori dal film, di aver creato un’unità tra donne. Il mio obiettivo principale era far passare questo messaggio: che due donne unite fanno una forza. Più siamo e più brilliamo insieme. E più si vince”.
Lidia Vitale, protagonista di “Ti mangio il cuore”, il film di Pippo Mezzapesa acclamato a Venezia e nelle sale cinematografiche dal 22 settembre, è un’attrice talentuosa ma, soprattutto, una donna forte e fiera. Nella pellicola interpreta Teresa, una donna del Sud cresciuta suo malgrado nel terrore e nell’omertà della ‘quarta mafia’ pugliese, quella del Gargano, “la più silente”. Accanto a lei Marilena, interpretata da Elodie, che prova a ribellarsi.
Due donne protagoniste soltanto all’apparenza agli antipodi: “In realtà hanno la stessa matrice culturale, vengono dagli stessi abusi. Con il mio personaggio volevo essere da specchio alle donne perché la cosa che mi terrorizza in questa società è questa riproposizione di modelli violenti che vanno risolti alla radice”.
Lidia sottolinea più volte la necessità di un cambiamento verso la gentilezza e l’ascolto di cui si rende protagonista, seppur in forma artistica. Non è un femminismo fine a sé stesso il suo, di quello un po’ melenso e poco praticabile perché, anzi, Lidia è consapevole di come certi meccanismi violenti riescano a mietere vittime anche negli uomini. “Anche loro sono vittime quanto noi di modelli che si perpetuano da secoli e che loro ripropongono inconsapevolmente”.
Quando le domandiamo il suo rapporto con il trucco in scena, la sua risposta è divertita: “C’è una cosa che mi disse una volta John Turturro: ‘il trucco nasconde le emozioni’. La mia scelta è di usarne poco ma naturalmente non mi piace imbruttirmi! Se posso essere una bella ‘figheira’ perché no? Se c’è un personaggio che è una bella donna mi piace tirar fuori la mia parte sensuale perché ogni donna lo è ma dev’esserlo a proprio modo. Usciamo da questi stereotipi su ciò che è bellezza e ciò che non lo è”.
A Venezia si è celebrato il cinema ma si è anche parlato tanto delle possibili soluzioni per risollevare il settore e trascinare nuovo pubblico nelle sale: “Il pubblico del cinema rimane sempre lo stesso: chi ama il cinema va al cinema. Inutile quindi utilizzare le blogger per risollevare il settore. Non serve”.
Decisa, anche se apparentemente fuori “moda”. E sulle polemiche in merito ad un eccesso di produzioni a scapito della qualità, concorda sul peso di certe dinamiche economiche, tra cui un eccesso di ricorso al tax credit che si tramuta in eccesso di potere decisionale del produttore sul regista, relegato in una condizione di poca libertà creativa. E aggiunge che “siamo diventati troppo per bene. Non dobbiamo dirci solo le cose belle, diciamoci anche quello che non va e ritorniamo a fare dei confronti creativi che aiutino a crescere”.
Invitando tutti ad andare al cinema per “Ti mangio il cuore” le chiediamo se le dia fastidio che questo film venga descritto come ‘quello di Elodie’: “Io posso solo che essere grata che Elodie, vista la sua popolarità, riporti un pubblico giovane al cinema. È un valore aggiunto la sua presenza perché si è prodigata tanto, aveva voglia di imparare e fare bene. Non solo perché è bella e famosa. Si è messa in discussione e ha studiato. Un po’ come Lady Gaga”.
di Raffaela Mercurio
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