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Ligabue battezza l’Unipol Dome: sold out, ospiti a sorpresa e una prima notte da ricordare

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La prima notte dell’Unipol Dome parla la lingua di Ligabue tra ospiti, sorprese e canzoni

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Ligabue battezza l’Unipol Dome: sold out, ospiti a sorpresa e una prima notte da ricordare

La prima notte dell’Unipol Dome parla la lingua di Ligabue tra ospiti, sorprese e canzoni

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Ligabue battezza l’Unipol Dome: sold out, ospiti a sorpresa e una prima notte da ricordare

La prima notte dell’Unipol Dome parla la lingua di Ligabue tra ospiti, sorprese e canzoni

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Alla fine, più che l’inaugurazione di una nuova arena, è sembrato soprattutto un concerto di Ligabue chiamato a caricarsi addosso il peso simbolico di una serata speciale. Sul palco dell’Unipol Dome di Santa Giulia, scelto per “La Prima Notte – Music Opening Ceremony”, il rocker di Correggio non è stato soltanto il primo artista a esibirsi nella nuova venue milanese: è stato il nome a cui è stato affidato il compito di trasformare un’apertura ufficiale in un evento con una precisa identità musicale.

Il risultato conferma esattamente questa intenzione: il Liga ha rifiutato la parte della semplice guest star da taglio del nastro, scegliendo invece di infondere un suono, un’anima e un primo ricordo indelebile a uno spazio che doveva ancora iniziare a respirare. Questa arena è destinata a diventare un crocevia fondamentale per i grandi live italiani, ma il dato più rilevante della serata è che la sua prima, vera immagine pubblica porterà per sempre l’impronta di Luciano Ligabue.

I numeri, del resto, hanno contribuito a restituire la misura dell’evento. L’Unipol Dome ha aperto le proprie porte con un sold out da 16.000 spettatori, chiamati a vivere il primo live in quella che si propone già come una delle nuove strutture di riferimento del live entertainment italiano. Cinquecento corpi illuminanti hanno disegnato la potenza del grande palco, largo 20 metri e profondo 16, con una passerella di 18 metri pensata per portare Ligabue fin dentro il cuore dell’arena. Tredici telecamere hanno alimentato il racconto in tempo reale del concerto, rilanciato sui tre schermi alle spalle della band, per un totale di 520 metri quadrati di ledwall.

Ma al di là dell’impatto scenico, ciò che colpisce davvero dell’Unipol Dome è la sensazione di trovarsi in uno spazio che, per standard e cura dei dettagli, è quanto di più vicino ci sia in Italia a certe esperienze americane. Dalle sedute ampie e comode alla qualità dell’impianto audio e luci, tutto sembra pensato per accompagnare il live con efficacia e comfort, senza trasformare la tecnologia in una sovrastruttura fine a se stessa. È una venue che fin dal debutto manda un messaggio chiaro: qui la spettacolarità conta, ma deve restare al servizio della musica.

Ad accompagnare Luciano Ligabue in questa prima notte sono stati Fede Poggipollini, Max Cottafavi, Mel Previte e Niccolò Bossini alle chitarre, Luciano Luisi alle tastiere, Davide Pezzin al basso e Lenny Ligabue alla batteria. Una formazione solida, compatta, costruita per dare spessore e dinamica a un repertorio che continua a trovare nel palco la sua dimensione più naturale. Ed è proprio dentro questo equilibrio tra mestiere, impatto e familiarità che il concerto ha trovato il suo passo migliore.

A rendere ancora più speciale la serata sono stati poi gli ospiti a sorpresa. Sul palco sono saliti Emma, Giuliano Sangiorgi e Luca Carboni, accolti con entusiasmo da un pubblico già pienamente dentro il clima dell’evento. I tre duetti, rispettivamente su “Quella che non sei”, “Vivo morto o X” e “Sogni di Rock’n’Roll”, hanno aggiunto al concerto una dimensione ulteriore: non semplici cameo, ma momenti capaci di alzare la temperatura emotiva della serata, riportando al centro il valore dell’incontro, della condivisione e della memoria musicale.

Ma uno dei momenti più intensi è arrivato con Fiorella Mannoia, che ha raggiunto Ligabue sul palco in un passaggio dal peso artistico e civile molto netto. Insieme hanno dato appuntamento al 21 settembre all’Arena di Verona per la quarta edizione di “Una Nessuna Centomila”, l’evento che anche quest’anno riunirà alcune delle più importanti voci italiane contro la violenza sulle donne. L’annuncio non è rimasto confinato alla dimensione istituzionale: è stato preceduto dall’esecuzione a sorpresa di “Nessuno è di qualcuno”, un brano inedito di Ligabue dedicato proprio al tema della violenza contro le donne, i cui diritti saranno devoluti alla Fondazione Una Nessuna Centomila.

Alla fine, quando le luci dell’Unipol Dome si riaccendono e l’ultimo accordo sfuma, quello che resta addosso è la forza cruda e vitale di un concerto vero. Perché ci sono inaugurazioni destinate a rimanere confinate negli archivi e poi ci sono notti da ricordare: quelle in cui il sudore, il volume delle chitarre e le voci di sedicimila persone si fondono, dimostrando che un live rock, quando suonato con questa urgenza, è l’unico rito capace di dare un’anima a un nuovo inizio.

La scaletta

1 – Balliamo sul mondo
2 – Marlon Brando è sempre lui
3 – Sarà un bel souvenir
4 – Ti sento
5 – L’odore del sesso
6 – Vivo morto o x, ospite Giuliano Sangiorgi
7 – Voglio volere
8 – Lambrusco e pop corn
9 – I ragazzi sono in giro
10 – Una vita da mediano
11 – Nessuno è di qualcuno (inedito)
12 – Eri bellissima
13 – Questa è la mia vita
14 – Sogni di r’n’r, ospite luca carboni
15 – Sulla mia strada
16 – Non è tempo per noi
17 – Piccola stella senza cielo
18 – Leggero
19 – Quella che non sei
20 – Happy hour
21 – Tra palco e realta’
Bis
22 – Urlando contro il cielo
23 – Certe notti

di Federico Arduini















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