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John Williams

L’immenso John Williams

Con la nuova candidatura agli Oscar, John Williams è l’artista vivente con più nomination e il più anziano a riceverne una
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L’immenso John Williams

Con la nuova candidatura agli Oscar, John Williams è l’artista vivente con più nomination e il più anziano a riceverne una
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L’immenso John Williams

Con la nuova candidatura agli Oscar, John Williams è l’artista vivente con più nomination e il più anziano a riceverne una
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Con la nuova candidatura agli Oscar, John Williams è l’artista vivente con più nomination e il più anziano a riceverne una
Fra i compositori più iconici del XX secolo e indubbiamente il più grande nell’ambito cinematografico, John Williams è ancora più attivo che mai. Nonostante la carta d’identità indichi un insindacabile 91, si è ‘ritirato’ dalle voci di pensionamento giusto qualche giorno fa ma si vocifera che stia lavorando alle musiche del nuovo film su Superman, tornando così a Metropolis quasi 50 anni dopo. Incrociamo le dita… La scorsa settimana gli abbiamo visto dedicare nientemeno che il Music Building della Sony a Culver City. «La prima volta che ho messo piede in questo studio è stato nel 1940 (all’epoca era della Mgm) quando mio padre mi ha portato qui per mostrarmi il palco» ha raccontato Williams. «Avevo 9 o 10 anni e ho pensato: “Un giorno tutto questo sarà mio!”. Finalmente è successo!». Ha scherzato al riguardo, ma circa i suoi record non c’è proprio niente di cui ridere. Anzi. Gli ultimi sono stati assestati martedì, con una nuova candidatura all’Oscar (per le musiche del recente “Indiana Jones”) che lo ha reso ancora più in solitaria l’artista vivente con più nomination (ben 54, solo Walt Disney lo batte sul totale con 59) e il più anziano a riceverne una. Williams ha già vinto l’Oscar cinque volte: per “Il violinista sul tetto” (1971), “Lo squalo” (1975), “Guerre Stellari” (1977), “E. T. L’extraterrestre” (1982) e “Schindler’s List” (1993). Non ci resta che attendere la notte del 10 marzo, quella degli Oscar 2024. E chissà, forse le statuette diventeranno sei. Di Federico Arduini

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