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Quando la protesta contro la Ddr era una foto a colori

La hit mondiale prodotta nel 1975 dalla coppia Nina Hagen e Michael Heubach, che racconta di una loro gita romantica. La canzone è una pugnalata al cuore del sistema

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Una predestinata. Nata dall’amore burrascoso dei due attori più famosi di Berlino e cresciuta con un patrigno cantautore di protesta, Nina Hagen alla fine degli anni Sessanta non ha ancora 16 anni ma di lei si sa che sarà famosa.

È uno scriccioletto di nemmeno 50 chili, gli occhi grandi neri e folli, il portamento curvo di chi entra nella vita di soppiatto perché tutti si aspettano da lei il miracolo, il grande gesto, la funambolica pazzia. Canta in una band chiamata, banalmente, Automobil, perché di lei lo Stato non vuol sapere nulla.

La sua domanda di iscrizione alla scuola d’arte drammatica è stata respinta, a causa delle sue parentele, con una nota della Stasi: «Impedire!». Nina ha un fidanzato famoso, Michael Heubach, che scrive canzoni di Stato. Nella Ddr le band potevano arrangiare i loro brani, ma i testi e le musiche venivano scritti e prodotti dall’Amiga – cioè dalla stessa Stasi – in modo da evitare sorprese da parte di artisti sbarazzini e narcisisti.

Michael, a soli 25 anni, è affermato e gode di alcune libertà: compone musiche per testi di Nina e il duo produce, nel 1975, “Du hast den Farbfilm vergessen” (“Ti sei dimenticato la pellicola a colori”). La canzone è una pugnalata al cuore del sistema. Ha una melodia orecchiabile e Nina la interpreta con un broncio adolescenziale che la rende irresistibile: ben presto finisce tra i brani venduti anche al di là del muro e diventa una hit mondiale.

A quel punto la Ddr non può più proibirla. Racconta di una gita romantica di Micha e Nina, per la quale lui ha sbagliato i rollini e quindi tutte le foto-ricordo sono in bianco e nero. Quello che noi non sappiamo è che le pellicole a colori, prodotte dall’Agfa di Wolfen esclusivamente per il mercato di esportazione, nella Ddr non le aveva nessuno.

Nella canzone, Micha scatta anche delle foto del panorama – una delle azioni più proibite dallo Stato, che le considerava un possibile mezzo per aiutare un’invasione militare degli Alleati. A Est nessuno può ascoltare la canzone senza sbellicarsi dalle risate per l’umiliazione della censura e Nina la paga cara, visto che la circondano di spie e le inquinano la vita sia privata sia professionale. Alla fine, insieme al patrigno, decide di averne abbastanza.

I due vengono accompagnati alla frontiera, dopo che è stato loro cancellato il passaporto. Nina vivrà la sua espulsione diventando un’icona punk, iniziando dai bassifondi di Londra per poi arrivare in America carica di denaro e di onori. Michael invece è ancora lì, a Berlino, e scrive musiche per le pubblicità o per le colonne sonore degli ascensori. Ma la sua macchina fotografica ha cambiato la storia del suo Paese per sempre.

 

di Paolo Fusi

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