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Sanremo 2026, le pagelle della finale: Leo Gasmann 5, Raf 5.5, Bambole 7, Brancale 8

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È arrivato il momento della finale del festival di Sanremo 2026. Oggi, sabato 28 febbraio, al teatro Ariston si incorona il vincitore

Sanremo

Sanremo 2026, le pagelle della finale: Leo Gasmann 5, Raf 5.5, Bambole 7, Brancale 8

È arrivato il momento della finale del festival di Sanremo 2026. Oggi, sabato 28 febbraio, al teatro Ariston si incorona il vincitore

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Sanremo 2026, le pagelle della finale: Leo Gasmann 5, Raf 5.5, Bambole 7, Brancale 8

È arrivato il momento della finale del festival di Sanremo 2026. Oggi, sabato 28 febbraio, al teatro Ariston si incorona il vincitore

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È arrivato il momento della finale del festival di Sanremo 2026. Oggi, sabato 28 febbraio, al teatro Ariston si incorona il vincitore della kermesse musicale, l’ultima condotta da Carlo Conti. Accanto a lui co-conducono Laura Pausini, Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica. Durate la serata si parlerà di femminicidi con Gino Cecchettin, il superospite è Andrea Bocelli.

Si esibiscono tutti e 30 i cantanti in gara nella categoria campioni e le canzoni saranno votate dal pubblico con il televoto, dalla giuria della sala stampa, tv e web e dalla giuria delle radio. Le canzoni nelle prime 5 posizioni in classifica verranno comunicate senza ordine di piazzamento. Il risultato di questa votazione sarà sommato al risultato della prima, seconda e terza serata, al fine di determinare quindi una classifica delle 30 canzoni in gara.

Dal Suzuki Stage stasera si esibiscono live i Pooh, mentre dalla Costa Toscana c’è, come ogni sera, Max Pezzali.

I nostri voti

Francesco Renga – “Il meglio di me”: voto 6

A metà brano si porta a casa l’applauso dell’Ariston: segnale che stavolta lui è più centrato e si sente. Peccato che la canzone gli faccia fare la vita da equilibrista: tessitura cattiva, punti al limite, e ogni acuto sembra una trattativa sindacale tra gola e spartito. Risultato: dignitoso, ma più da “missione compiuta” che da “colpo di teatro”.

Chiello – “Ti penso sempre”: voto 6.5

La vera notizia è che Chiello è così, punto: non è un personaggio in affitto né una posa da social, è proprio il suo modo di stare dentro le canzoni. Il pezzo? Caruccio, onesto, non ti cambia la vita però è roba sua. E in un Festival dove spesso si sente il manuale d’istruzioni, avere personalità vale già mezzo punto in più.

Raf – “Ora e per sempre”: voto 5,5

La cornice è bellissima: il retroscena della scrittura, il legame familiare, l’amore per la moglie. Materiale da brividi, sulla carta. Il problema è che poi, quando parte la musica, quel brivido resta in panchina: la canzone non decolla, non apre una porta, non fa lo scatto. E se nemmeno al terzo ascolto all’Ariston ti viene voglia di rimetterla su “perché sì”, qualcosa vorrà pur dire. Risultato: rispettabile, ma più da dedica privata che da momento da Festival.

Bambole di Pezza – “Resta con me”: voto 7

Qui il dibattito si è impantanato nel solito giochino “rock o non rock”, “sono loro/non sono loro”, come se dovessimo timbrare un patentino all’ingresso. Nel frattempo però ci si perde l’evidenza: la canzone funziona, ha un ritornello che gira e resta in testa senza chiedere permesso. E al primo passaggio all’Ariston si sono presentate benissimo: energiche, a fuoco, senza sembrare la versione “da vetrina” di sé stesse. Primo round: portato a casa e pure con stile.

Leo Gassmann – “Naturale”: voto 5

Qui non è questione di stile “ruvido” o di grinta: è proprio imprecisione. Intonazione ballerina, attacchi sporchi, fraseggio lasciato lì come capita e la sensazione costante di inseguire il pezzo invece di guidarlo. E no: alzare la voce non è interpretazione, è confusione. Se vuoi spaccare, prima devi essere a fuoco.

Malika Ayane – “Animali notturni”: voto 7,5

Lo avevamo scritto, lo ripetiamo: questa è una di quelle canzoni che non ti prende per la giacca al primo giro, ma ti conquista mentre fai finta di niente. Cresce ascolto dopo ascolto e poi ti ritrovi a canticchiarla senza accorgertene, tipo virus elegante. Merito anche di quelle atmosfere: notturne, morbide, un po’ cinema e un po’ fumo, con Malika che ci scivola sopra come se fosse casa sua. E alla fine ti resta addosso: non urla, non strilla, ma colpisce dove serve.

Tommaso Paradiso – “I Romantici”: voto 6,5

Ed eccoci qua: alla fine questa canzone non è che sia un disastro, anzi. È Paradiso al 100%, con quel mood da cartolina emotiva che ti fa alzare gli occhi al cielo e subito dopo… te la ritrovi addosso. Non spacca, non sorprende, non fa il numero da circo, però regge e ha una sua dimensione pop.

J-Ax – “Italia starter pack”: voto 6-

Aggiornamento dal pianeta Terra: sì, siamo davvero a Sanremo, non in un esperimento multiversale. J-Ax arriva con violino e banjo messi lì come i cavoli a merenda: scelta che fa “guardatemi” più che “ascoltatemi” e infatti l’effetto è un po’ da collage. Il pezzo è divertente, irriverente… però poi ti chiedi: quanta canzone c’è? Tanti, troppi “mah”

Lda & Aka7even – “Poesie clandestine”: voto 6,5

Prontissima per l’estate, con l’aria da hit che non pretende di cambiare il mondo ma almeno ti fa muovere la testa. Loro due si divertono, non si prendono sul serio e si vede: ballano, fanno ballare, tengono su l’umore senza troppe spiegazioni. E in mezzo a serate dove tutti vogliono “dire qualcosa”, ogni tanto serve anche qualcuno che ti ricordi che una canzone può essere semplicemente un buon pretesto per stare leggeri.

Serena Brancale – “Qui con me”: voto 8



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