Sanremo e il mito del varietà italian style
Stasera comincia il 72mo Festival di Sanremo e non sono solo “canzonette”. Oltre a intrattenere, il Festival, dovrebbe cimentarsi in una sfida difficile ma necessaria: ridare un po’ di buonumore agli italiani dopo due anni di pandemia e sacrifici.
Sanremo e il mito del varietà italian style
Stasera comincia il 72mo Festival di Sanremo e non sono solo “canzonette”. Oltre a intrattenere, il Festival, dovrebbe cimentarsi in una sfida difficile ma necessaria: ridare un po’ di buonumore agli italiani dopo due anni di pandemia e sacrifici.
Sanremo e il mito del varietà italian style
Stasera comincia il 72mo Festival di Sanremo e non sono solo “canzonette”. Oltre a intrattenere, il Festival, dovrebbe cimentarsi in una sfida difficile ma necessaria: ridare un po’ di buonumore agli italiani dopo due anni di pandemia e sacrifici.
AUTORE: Il Duca Minimo
Roberto Benigni, Beppe Grillo, Maurizio Crozza. I comici al Festival di Sanremo sono di casa da decenni. E non potrebbe essere altrimenti visto che la canzone è il pre-testo per fare un varietà nazionalpopolare una volta l’anno, ancora oggi nel 2022 che i varietà in prima serata sono scomparsi e pure il nazionalpopolare – con la frammentazione dell’ascolto tv e il boom di social e web – non se la passa tanto bene.
Stasera comincia il 72mo Festival di Sanremo ma da giorni, più che di canzoni, si parla di Fiorello (cosa farà, quando ci sarà?) e di Checco Zalone, un comico di gran talento che ancora riesce a far ridere senza inzuppare le sue gag nel moralismo. Per un Paese come il nostro che non ha le dimensioni dell’America e neppure ha Hollywood, ebbene Sanremo è il grande evento, una notte degli Oscar de noantri che anziché durare una notte ne dura cinque. Una settimana in cui una cittadina sulla lingua di Liguria diviene l’ombelico di tv, media, attenzioni, gossip, anticipazioni, curiosità, attese.
Per la televisione e la Rai che lo manda in onda un modo di ricordare com’eravamo, senza bisogno delle teche ma con ospiti dal vivo, dando un’occhiata a quel che siamo oggi. Quest’anno, almeno speriamo, oltre a intrattenere Sanremo dovrebbe cimentarsi in una sfida difficile ma necessaria: ridare un po’ di buonumore agli italiani dopo due anni di pandemia e di sacrifici. Non è facile, ma già avere Checco Zalone e Fiorello potrebbe aiutare. In fondo, aveva ragione Eduardo De Filippo: «Ha da passà ‘a nuttata».
de Il Duca Minimo
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
85 anni di Bob Dylan: l’uomo che ha insegnato alla musica popolare a pensare più in grande
24 Maggio 2026
In un’epoca che chiede agli artisti di essere marchio, narrativa pulita, identità facilmente vendi…
Cannes, Palma d’Oro a ‘Fjord: il film di Cristian Mungiu conquista il Festival
23 Maggio 2026
‘Fjord’ di Cristian Mungiu vince la Palma d’oro al 79esimo Festival di Cannes
Moreno Delsignore: “La pace nasce dentro”. “Pace”, il singolo che sfida gli standard
23 Maggio 2026
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Moreno Delsignore in occasione dell’uscita del suo singo…
Dick Parry, il sax dei Pink Floyd consegnato all’eternità
22 Maggio 2026
In pochi vengono consegnati all’eternità dalla propria arte: Dick Parry è uno di loro. Il sax dei…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.