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Tutto quello che sappiamo su “The Boys of Dungeon Lane”, il nuovo album di Paul McCartney

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Con “The Boys of Dungeon Lane”, il suo diciottesimo album solista in uscita il 29 maggio, Paul McCartney promette di essere il suo lavoro più intimo di sempre

Tutto quello che sappiamo su “The Boys of Dungeon Lane”, il nuovo album di Paul McCartney

Con “The Boys of Dungeon Lane”, il suo diciottesimo album solista in uscita il 29 maggio, Paul McCartney promette di essere il suo lavoro più intimo di sempre

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Tutto quello che sappiamo su “The Boys of Dungeon Lane”, il nuovo album di Paul McCartney

Con “The Boys of Dungeon Lane”, il suo diciottesimo album solista in uscita il 29 maggio, Paul McCartney promette di essere il suo lavoro più intimo di sempre

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C’è una differenza sottile ma abissale tra vivere nel passato e lasciarsi attraversare dai ricordi. Con The Boys of Dungeon Lane, il suo diciottesimo album solista in uscita il 29 maggio, Paul McCartney promette di fare la seconda cosa: ribaltare il cannocchiale e guardare dentro di sé, mettendo a nudo gli anni di formazione che hanno preceduto e preparato l’onda d’urto della Beatlemania. Non un’operazione nostalgia, ma – stando a come viene raccontato il progetto in queste ore – il suo lavoro più intimo e vulnerabile di sempre. Un tuffo in quello che c’era un attimo prima che il mondo cambiasse per sempre.

Il cuore emotivo del disco è già riassunto nel singolo “Days We Left Behind“, il brano da cui è tratto anche il titolo dell’album. Dungeon Lane è una strada vicina a Forthlin Road, nel quartiere popolare di Speke, dove Paul è cresciuto insieme a John e George prima di diventare leggenda. Nelle parole dello stesso McCartney, il quadro è chiaro: pomeriggi sul Mersey con il libro di birdwatching sotto braccio, bar pieni di fumo, chitarre da pochi soldi, un quartiere dove non c’era quasi niente ma, in fondo, non mancava nulla. “Mi chiedo spesso se non stia semplicemente scrivendo del passato. Ma come si può scrivere di qualcos’altro? Sono solo ricordi di Liverpool”, ha spiegato.

La gestazione del disco è iniziata circa cinque anni fa, in modo del tutto casuale, durante un tè con il produttore Andrew Watt. L’aneddoto, diffuso per lanciare il progetto, ha quasi del miracoloso: strimpellando la chitarra, Paul si imbatte in un accordo che lui stesso, il cantautore che ha codificato il pop del Novecento, non riconosce. Da quella sperimentazione nasce la progressione di “As You Lie There“, il brano che aprirà la tracklist e che ha fatto da scintilla per l’intero lavoro.

Incoraggiato da Watt, McCartney avrebbe poi scelto di suonare la maggior parte degli strumenti, recuperando in parte l’approccio artigianale e libero del suo storico debutto del 1970, “McCartney“. Le registrazioni si sono snodate senza pressioni o scadenze tra Los Angeles e il Sussex, incastrate tra le tappe dei suoi lunghissimi tour. Il risultato annunciato è un disco eclettico, che dovrebbe fare da compendio al suo intero universo sonoro: dalle spigolature rock dei Wings alle armonie in stile Beatles, fino al groove che è diventato il suo marchio di fabbrica.

Se le premesse verranno rispettate, “The Boys of Dungeon Lane” ci consegnerà la storia prima della Storia. Il racconto di un’icona globale che torna ragazzino, camminando in una strada di mattoni poco fuori Liverpool.

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