Berlusconi il vincente sogna Scudetto e Champions con il Monza
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Dopo la storica promozione in Serie A, Berlusconi sogna Scudetto e Champions con il Monza. Già si sente borbottare, ma è una storia già vista.
Berlusconi il vincente sogna Scudetto e Champions con il Monza
Dopo la storica promozione in Serie A, Berlusconi sogna Scudetto e Champions con il Monza. Già si sente borbottare, ma è una storia già vista.
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Berlusconi il vincente sogna Scudetto e Champions con il Monza
Dopo la storica promozione in Serie A, Berlusconi sogna Scudetto e Champions con il Monza. Già si sente borbottare, ma è una storia già vista.
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AUTORE: Massimiliano Lenzi
Quando promise di metter su una televisione commerciale, nazionale e di successo, furono in molti a borbottare: «Seeeeeee». Quando annunciò che avrebbe portato sul tetto del mondo e a colpi di calcio spettacolo un Milan da troppi anni sofferente, la reazione fu meno incredula ma comunque scettica.
Per la discesa in campo in politica poi, con Forza Italia e quell’amore per le sue «radici» allo scopo di fermare i comunisti alla conquista del potere, apriti cielo. Tutto un coro di «Non lo fare!». E il conflitto di interessi?! Cavaliere, lei è un imprenditore, non un politico, cribbio. La cronaca è finita nella storia, con luci e ombre di risultati, ma lui è ancora lì. In politica.
Adesso poi, che – in coppia con l’amico d’una vita Adriano Galliani – ha portato il Monza per la prima volta in serie A, ha già alzato l’asticella: vuole lo scudetto e la Champions. Già li sentiamo i «Seee» in sottofondo che poco però scalfiscono il nostro, Berlusconi Silvio, uomo avvezzo all’agonismo come misura del fare e del successo.
Portando il Monza in A è riuscito persino a battere un poco di Pd, considerando che Enrico Letta è pisano e che i brianzoli son saliti nella massima serie sconfiggendo appunto il Pisa. Perciò, adesso che Silvio è anche un poco il monaco di Monza, non resta che prender atto – comunque la si pensi – che in vita sua ha quasi sempre vinto. A pensarci bene una delle poche sconfitte rimane il tentativo di avvicinare (magari per poi farlo entrare) Vladimir Putin alla Nato. Ma quella è un’altra storia.
Di Massimiliano Lenzi
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