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È il gran giorno delle Olimpiadi e di tutta Italia

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Siamo arrivati al grande giorno per l’Italia: l’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026

È il gran giorno delle Olimpiadi e di tutta Italia

Siamo arrivati al grande giorno per l’Italia: l’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026

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È il gran giorno delle Olimpiadi e di tutta Italia

Siamo arrivati al grande giorno per l’Italia: l’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026

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Siamo arrivati al grande giorno.
All’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. E nel caso delle Olimpiadi, più di qualsiasi grande evento globale, è proprio il momento della partenza a dare il senso, il peso di tutto.
Perché la cerimonia è, oltre un mega show con alcune caratteristiche fondamentali che tendono a ripetersi, il momento a cui il Paese ospitante affida tutto se stesso. Il messaggio al resto della terra, l’idea da proiettare. A uso e consumo di chi guarda.

Dobbiamo fare bella figura. Non per quel sentimento vagamente provinciale che ogni tanto ci assale quando gli occhi del mondo sono puntati su di noi.

Il problema non è dimostrare di essere in grado di ospitare un evento globale come le Olimpiadi. Lo sappiamo già, non c’è il minimo dubbio, al netto del classico disfattismo italico a cui abbiamo dedicato già diversi spazi. No, nel mondo di oggi – dominato dall’immagine, determinato dalla capacità di comunicare i propri talenti, i punti di forza, le opportunità – un’occasione come quella dei Giochi invernali che si apriranno questa sera allo stadio Giuseppe Meazza, per l’occasione “olimpico”, di Milano è colossale.

La macchina deve funzionare, l’organizzazione deve rispondere bene, gli impianti far bella figura. Più di ogni altra cosa, però, dobbiamo far sentire al mondo che l’Italia è sempre il Paese che il mondo lo sa sorprendere. Non solo del bel vivere, di una bellezza senza confini e una storia impareggiabile. Il Paese dove fare cose. Le medaglie le vinceremo, il podio da scalare è questo.

Tornando alla cerimonia, risulta praticamente impossibile sfuggire a una quota di retorica più o meno imponente. A tratti soffocante. La mettiamo in conto, perché ci sarà tanto dell’Italia che gli stranieri si aspettano dall’Italia: il bel canto, la bellezza, la storia, l’eleganza, la classe, la nostra inimitabile Way of Life, i monumenti, l’idea così radicata all’estero che il nostro sia il Paese dei gaudenti nonostante tutto e se qualcosa non va… Pazienza.

L’importante è saper andare oltre tutto questo, regalandolo al mondo, ma trovando la chiave – come si diceva – per sorprenderlo ancora una volta.
Far vedere la “mano italiana”, accendere la curiosità su di noi anche fra chi è lontano migliaia di chilometri e non è mai andato oltre l’idea degli spaghetti, il gondoliere nei canali e il Colosseo con i centurioni.

Lasciarli a bocca aperta più che con gli effetti speciali – quelli più o meno possono farli tutti – con un’idea di arte, valori e bellezza che viviamo da secoli ed è il patrimonio che ci rende unici sulla Terra.

Di Fulvio Giuliani

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