Favola Lollobrigida, gioia Franzoni, romanzo Paris. Che giornata (con voti)!
Una prima giornata di gare più bella di così si fa fatica a immaginarla. E noi l’abbiamo vissuta, cosa volere di più? Francesca Lollobrigida è la foto più potente
Favola Lollobrigida, gioia Franzoni, romanzo Paris. Che giornata (con voti)!
Una prima giornata di gare più bella di così si fa fatica a immaginarla. E noi l’abbiamo vissuta, cosa volere di più? Francesca Lollobrigida è la foto più potente
Favola Lollobrigida, gioia Franzoni, romanzo Paris. Che giornata (con voti)!
Una prima giornata di gare più bella di così si fa fatica a immaginarla. E noi l’abbiamo vissuta, cosa volere di più? Francesca Lollobrigida è la foto più potente
Una prima giornata di gare più bella di così si fa fatica a immaginarla. E noi l’abbiamo vissuta, cosa volere di più? Francesca Lollobrigida è la foto più potente e al contempo tenera che lo sport possa offrire (voto 10+), perché vedere una fresca campionessa olimpica correre ad abbracciare il suo bimbo per condividere con lui la gioia del trionfo non ha descrizioni che tengano. Solo emozioni, solo grazie. 3000 metri di ghiaccio di velocità divorati in una dimensione irraggiungibile dalle avversarie. Ieri Francesca era intoccabile.
Al mattino avevamo volato in una delle più belle discese libere di sempre, sulla “Stelvio” di Bormio. L’argento di Giovanni Franzoni (10) e il bronzo di Dominik Paris (10), dietro allo svizzero Von Allmen in stato divino (10), sono un capolavoro fra presente e futuro. E anche un bel po’ di passato.
Franzoni, fresco vincitore sulla leggendaria Streif e a Wengen in SuperG, si segnala come potenziale nuova star del nostro sci maschile. Non amiamo i facili entusiasmi, ma questo ragazzone ha tutto per diventare un personaggio agonisticamente e mediaticamente fenomenale.
È forte da far paura, dice sempre le cose giuste, è equilibrato, modesto, concentrato. È un perfetto volto per la comunicazione e la pubblicità. Sopra ogni altra cosa, ha dimostrato di trasmettere valori importanti. Non c’è nulla di retorico quando ricorda di non sciare mai da solo, ma con il suo amico Matteo Franzoso morto in Cile in allenamento. Una storia preziosa.
Dominik Paris ha centrato l’unico, grande obiettivo che gli mancava – la medaglia olimpica – all’ultima recita. È un romanzo, questo, bellissimo e romantico. Paris è un discesista fenomenale, ha vinto tante gare in Coppa del mondo e ha visto passare un paio di generazioni di atleti.
Tutto questo senza mai cambiare espressione (10) ed è probabilmente la sua forza: la serenità, la tranquillità e il silenzio del suo mondo, che questo armadio semovente ha portato in giro per una vita sulle piste più affascinanti della Terra. Avrebbe potuto vincere l’oro? Dettagli che affascinano gli spettatori molto occasionali (6 di stima).
Le polemiche sulla “prestazione” della Rai alla cerimonia inaugurale dell’altro ieri: il voto (2) è una logica conseguenza, ma il problema non sono le gaffe e gli inevitabili risvolti politici (che noia, 2), quanto la consapevolezza di come si sia arrivati alla squadra per un evento del genere. Anche perché il titolare si era lanciato in un improbabile e sconsiderato scoop (3, di stima) sulla pelle del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Incredibile.
Ieri abbiamo dato 4 al vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, fischiatissimo dal Meazza. Stesso voto (4) per il suo capo: Trump si è detto “sorpreso” dai fischi, perché in genere Vance “Piace alla gente“. Non sembrerebbe.
Non c’è voto possibile (solo vergogna) per i sciroccati che hanno manifestato ieri pomeriggio “contro le Olimpiadi”. Sono stufo anche di parlare di questa gente.
di Fulvio Giuliani
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