I dolori di Federica Brignone. La fame di sci e i dubbi sul futuro
Ad una manciata di giorni dal doppio oro olimpico, Federica Brignone analizza con la stampa il suo delicato momento
I dolori di Federica Brignone. La fame di sci e i dubbi sul futuro
Ad una manciata di giorni dal doppio oro olimpico, Federica Brignone analizza con la stampa il suo delicato momento
I dolori di Federica Brignone. La fame di sci e i dubbi sul futuro
Ad una manciata di giorni dal doppio oro olimpico, Federica Brignone analizza con la stampa il suo delicato momento
I dolori di Federica. La fame di sci, i dubbi sul futuro. Ad una manciata di giorni dal doppio oro olimpico, la fuoriclasse dello sci italiano, a Soldeu (Andorra) per la ripresa della Coppa del Mondo, analizza con la stampa il suo delicato momento. Il dolore al ginocchio è forte, onnipresente da dieci mesi. Brignone è stata tre giorni al J Medical, il centro medico della Juventus, che l’ha seguita durante la riabilitazione successiva al terribile incidente dello scorso aprile.
“Abbiamo testato la condizione del ginocchio, sono uscita dalle Olimpiadi con diversi problemi, lunedì mi hanno svuotato di liquido l’arto, speravo di stare meglio e trovarmi meglio, invece ho parecchio dolore, faccio fatica ad appoggiarmi, valuterò ora giorno per giorno, già era un plus essere ai Giochi. Se corro, deve essere per piacere e sicuro, devo appoggiare bene il ginocchio, oppure non mi impicco giù a 130 chilometri orari. Tutto ha un limite, sono 10 mesi che fa male ogni giorno”.
Il tema del dolore all’arto infortunato ricorre, è un pensiero fisso e sta togliendo il piacere di essere in pista. E mette in pericolo anche il proseguimento della carriera di Federica, che a 36 anni ha vinto tutto, ma è ancora affamata di successi. “Ma dipende solo dalla mia salute: se non miglioro, sarà difficile vedermi il prossimo anno in pista, se sto bene invece ci sarò, non ci saranno altre risposte, non c’è in me il sentimento di voler smettere, ma non riesco a stare male, ho fitte allucinanti in appoggio, vivo assumendo antinfiammatori, quando non li ho presi, una volta indossati gli sci ho sentito le stelle”.
Federica ha poi detto alla stampa: “Non posso togliere prima la placca, tibia non è ancora guarita, sciare non peggiora, solo tiene alto il livello di infiammazione, il danno è permanente, migliorerà solo nel corso degli anni”.
Tornando alla bolla olimpica, al doppio oro, alla sensazione di grandezza, anzi onnipotenza sulle avversarie, che ha portato all’inchino di Sara Hector e Thea Louise Stjernesund in gigante, Federica ha detto che “c’è stata gente che mi si è inchinata davanti, anche per strada. Le avversarie sono state rispettose, come le mie compagne, tanta gente era felice per me e per la storia dello sport, ho ricevuto i messaggi più belli dagli atleti dello sci e degli altri sport. Alcuni hanno evidenziato come non abbia fatto “cinema” e che mi sia fatto il mio mazzo in silenzio, per poi tornare e fare quello che dovevo fare”.
Sulla doppia medaglia ai Giochi, Brignone sembra ancora incredula: “Anche per me è difficile crederci, è difficile performare quando si sta bene, figurarsi senza allenamenti. Ho fatto solo tre giorni di gigante per i Giochi, è speciale come mi sia saputa affidarmi alle mie sensazioni, alla mia gamba, mettere assieme i pezzi giusti al momento giusto ai Giochi in casa è una follia vera. Credo ancora adesso che fosse quasi infattibile”.
Di Nicola Sellitti
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