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Il Mattia Bellucci che non ti aspetti

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A Rotterdam avrebbe dovuto esserci Jannik Sinner, ma dal cilindro del tennis italiano è spuntato Mattia Bellucci

Il Mattia Bellucci che non ti aspetti

A Rotterdam avrebbe dovuto esserci Jannik Sinner, ma dal cilindro del tennis italiano è spuntato Mattia Bellucci

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Il Mattia Bellucci che non ti aspetti

A Rotterdam avrebbe dovuto esserci Jannik Sinner, ma dal cilindro del tennis italiano è spuntato Mattia Bellucci

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A Rotterdam avrebbe dovuto esserci Jannik Sinner per confermare il titolo dello scorso anno, ma dal cilindro del tennis italiano è spuntato Mattia Bellucci. Coetaneo del numero uno al mondo, codino alla Federer-prima versione, mancino talentuoso. Bellucci è in semifinale nel torneo olandese – che porta fortuna agli italiani, ci ha vinto Omar Camporese nel 1991 – dopo aver messo in fila il numero 7 al mondo Daniil Medvedev e poi anche Stefanos Tsitsipas, ex top ten e ora numero 12. Oggi si ritrova davanti l’australiano Alex De Minaur. Altro top ten, che in Italia ricordiamo soprattutto per le dieci sconfitte in altrettante sfide con Sinner.

E se riuscisse anche a superare De Minaur, per Bellucci in finale dovrebbe esserci Carlos Alcaraz. Il repertorio è decisamente di valore. Il dritto specialmente vale ben oltre l’attuale classifica di Bellucci, numero 92 del ranking mondiale (e ottavo fra gli italiani) che scalerà oltre 15 posizioni a partire da lunedì. Colpi e incostanza, Bellucci sembra l’alter ego di Lorenzo Musetti e ha ottenuto diversi successi su Sinner nei tornei da juniores. Sempre su Sinner, Bellucci qualche tempo fa ha spiegato di considerarlo una macchina da punti ma non un extraterrestre e soprattutto che potrebbe essere lui, come anche altri, ad arrivare al livello dell’attuale miglior tennista al mondo. Sicurezza o spavalderia, come sempre sarà il rettangolo di gioco a dire la verità. Noi non possiamo fare altro che sperare e aspettarlo.

Di Nicola Sellitti

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