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Incredibile F1: in Qatar vince Verstappen, in tre si giocano il Mondiale ad Abu Dhabi

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Sceneggiatura totalmente rivista in F1: tre piloti in una decina di punti o poco più, ci si gioca il titolo mondiale ad Abu Dhabi

Incredibile F1: in Qatar vince Verstappen, in tre si giocano il Mondiale ad Abu Dhabi

Sceneggiatura totalmente rivista in F1: tre piloti in una decina di punti o poco più, ci si gioca il titolo mondiale ad Abu Dhabi

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Incredibile F1: in Qatar vince Verstappen, in tre si giocano il Mondiale ad Abu Dhabi

Sceneggiatura totalmente rivista in F1: tre piloti in una decina di punti o poco più, ci si gioca il titolo mondiale ad Abu Dhabi

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Sceneggiatura totalmente rivista: tre piloti in una decina di punti o poco più, ci si gioca il titolo mondiale ad Abu Dhabi. Il Gp del Qatar consegna al Circus un finale straordinario ed anche inatteso. Vince Max Verstappen (settimo Gp stagionale, come Norris e Piastri), come al solito fuoriclasse, sostenuto da una aggressiva strategia ai box, davanti ad Oskar Piastri e Sainz (secondo podio).
E’ arrivato invece al quarto posto (davanti a Kimi Antonelli) Lando Norris, strafavorito per il titolo (lo è ancora in termini numerici), che però spreca la possibilità di sigillare il successo finale già in Qatar. Si decide tutto tra 15 giorni e per la F.1 è un piacevole ritorno al 2021, con Verstappen campione dopo il sorpasso all’ultimo giro, proprio ad Abu Dhabi, su Hamilton.

Certamente, se la McLaren non vincesse il mondiale, con una vettura che per tutto l’anno è stata un’astronave, sarebbe un suicidio, con colpevoli a targhe alterne sia Norris che Piastri, incapaci di essere costanti con quel proiettile, che in alcuni momenti della stagione viaggiava con oltre un secondo di margine sui competitor.

E se il copione della F.1 è avvincente, perché il mondiale pareva chiuso a favore di Piastri fino all’estate, poi c’è stato il ritorno di Verstappen e la furiosa rincorsa di Norris, la Ferrari è stata per l’ennesima volta deprimente in pista. Leclerc nono, Hamilton più dietro. L’anonimato, il nulla cosmico. La riflessione sulla Rossa è ormai un evergreen, almeno per la stagione che sta per chiudersi con il Gp ad Abu Dhabi. E’ la quarta, forse quinta forza del Mondiale, per un periodo è stata al secondo posto nel Costruttori, ma appena Mercedes ha alzato il ritmo e Kimi Antonelli salito di rendimento, per Maranello il titolo di vicecampioni del mondo nelle marche è svanito.

E anche giustamente, perché le prestazioni sono state scadenti tutto l’anno. Sette podi per Leclerc, nessun podio per Lewis Hamilton, che ormai nelle qualifiche oscilla tra il 15esimo e il 18esimo posto. Non si ricorda un disastro del genere nella storia recente dello sport: Hamilton, sette volte campione del mondo, mai competitivo, mai sul podio con la Rossa. La speranza è rimettere in sesto i cocci e girare pagina per il 2026, con il cambio radicale del regolamento che dovrebbe riscrivere la sceneggiatura della F.1. La certezza è che i piloti si guardano intorno, il team manager Vasseur continua a buttare acqua sul fuoco. Elkann ha invitato Leclerc e Hamilton a guidare senza troppi commenti, ma ognuno si assuma le proprie responsabilità.

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