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L’Italia di oggi a Berlino: sogni di gloria o flop internazionale?

Nello stadio del trionfo azzurro ai Mondiali 2006, gli azzurri di Spalletti si giocheranno questo pomeriggio la gloria o il flop internazionale

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L’Italia di oggi a Berlino: sogni di gloria o flop internazionale?

Nello stadio del trionfo azzurro ai Mondiali 2006, gli azzurri di Spalletti si giocheranno questo pomeriggio la gloria o il flop internazionale

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L’Italia di oggi a Berlino: sogni di gloria o flop internazionale?

Nello stadio del trionfo azzurro ai Mondiali 2006, gli azzurri di Spalletti si giocheranno questo pomeriggio la gloria o il flop internazionale

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Nello stadio del trionfo azzurro ai Mondiali 2006, gli azzurri di Spalletti si giocheranno questo pomeriggio la gloria o il flop internazionale

Allenamenti blindati, notti di riflessioni, gli immancabili ballottaggi e una certezza: questa sera a Berlino (ore 21), nello stadio del trionfo azzurro ai Mondiali 2006 si biforca tra sogni di gloria e l’ennesimo flop a livello internazionale.

L’Italia di Luciano Spalletti ci arriva così, con la consapevolezza di essere “ancora vivi” con un colpo di Zaccagni a tempo scaduto con la Croazia. Siamo dentro per grazie al Caso, si spera non per caso. E quindi il ct è chiamato all’illuminazione, alla svolta tattica, alla mossa che spesso ha saputo proporre in carriera, anche se – va ribadito – la qualità è quella che è, senza dimenticare che la Svizzera ci ha privato del sogno mondiale alle precedenti qualificazioni, con il doppio rigore fallito da Jorginho nelle partite di Basilea e Roma che ci sono costati sofferenze e cambi di panchina.

Difesa a tre (probabile, senza il jolly Calafiori), difesa a quattro, la scena di nuovo a Chiesa e Scamacca, anche se Raspadori e Retegui almeno qualcosa hanno proposto nel miracoloso pari con la Croazia. Forse Fagioli a centrocampo: voluto dal ct, difeso, coccolato, ora scelto per dare qualità di giocate nel traffico, che poco si sono viste in tre partite. 

È il momento delle scelte, il momento degli uomini, dei leader, qualora vi fossero. Lo è certamente Gigio Donnarumma, l’unica certezza in campo per l’Italia e miglior portiere di Euro 2024. Potrebbe esserlo Calafiori, che però è squalificato e chissà quanto si pagherà questa assenza. Lo stesso Calafiori fino a un mese fa era uno sconosciuto nel circus azzurro: questo rende l’idea di quanto si è al gancio su leadership e qualità assoluta.

Ma poi c’è la realtà e la realpolitik: l’Italia si trova nella parte bassa del tabellone, quella più agevole, con la prospettiva di trovarsi gli inglesi nei quarti di finale. Dall’altra parte, Francia, Germania, Portogallo, Spagna. Sono quasi gli stessi inglesi (con Bellingham in più nel motore) superati a domicilio nella finale di Euro 2020 e che ci hanno battuti due volte nel girone di qualificazione per Euro 2024. Ma sono sempre gli inglesi che combinano poco, nonostante una rosa straordinaria, ma con un ct di mediocre livello. Invece – e va rimarcato – Spalletti è uno dei top manager della competizione, lo è ancora, ci mancherebbe pure. Si possono discutere le scelte, non la qualità assoluta del tecnico toscano, sennò meglio tornare subito a casa. 

Ma, ancora realpolitik: si è battuto solo l’Albania, rischiando anche nel finale, poi c’è stata la lezione di calcio dalla Spagna e l’indecifrabile gara con la Croazia. E gli svizzeri, vicinissimi a battere i tedeschi nell’ultima partita del girone, sono di livello discreto, meno forti degli azzurri ma la distanza è ridotta. E ci credono, dopo averci visto barcollare parecchio.

Si può, si deve far di più, anche con questo materiale umano. Dunque, tutto in 90 minuti. Si sogna, o si cade. Ancora.

di Nicola Sellitti

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