L’Italia è donna!
Per l’Italia Milano Cortina si è rivelata l’Olimpiade delle ragazze! Uno splendido dato di fatto e non parliamo solo di medaglie
L’Italia è donna!
Per l’Italia Milano Cortina si è rivelata l’Olimpiade delle ragazze! Uno splendido dato di fatto e non parliamo solo di medaglie
L’Italia è donna!
Per l’Italia Milano Cortina si è rivelata l’Olimpiade delle ragazze! Uno splendido dato di fatto e non parliamo solo di medaglie
L’Olimpiade delle ragazze. Uno splendido dato di fatto e non parliamo solo di medaglie.
Di Federica Brignone abbiamo già molto scritto e continueremo a farlo, perché è un esempio con pochi paragoni possibili di dedizione, convinzione nei propri mezzi e consapevolezza di ciò che si può chiedere a se stessi.
È quell’eterna sfida ai propri limiti che costituisce il carburante distintivo dei fuoriclasse. Tema che ha portato tanti a partecipare del dramma sportivo di Lindsey Vonn, altra donna ad aver segnato queste Olimpiadi.
Quanto a Francesca Lollobrigida, il suo è un messaggio che travalica lo sport. Doppio oro come Fabris vent’anni fa a Torino nel pattinaggio di velocità e il mondo intero commosso dal suo abbraccio al figlioletto dopo il primo trionfo. Poi, viene fuori una banda di sciroccati che sembra aver da ridire sull’esuberanza del pupo davanti alle telecamere. Il suo ardire sarebbe stato quello di disturbare le interviste alla neo olimpionica.
La seconda volta aveva la festa di carnevale, priorità.
Non ci eravamo accorti di questa idiozia, poi ne abbiamo trovato eco social. Parliamo da anni dell’esigenza di riconoscere alle donne i servizi necessari a poter sviluppare talento e professioni – senza dover rinunciare alla maternità – per trovarci poi davanti a questi baratri culturali.
Ha fatto bene Francesca Lollobrigida a non mandarle a dire, anche se si tratta di asini raglianti.
Del resto, siamo ancora alle prese con chi davanti a un’atleta “troppo bella” si chiede cosa ci faccia ai Giochi. Magari vince l’oro come la star olandese della velocità sul ghiaccio Jutta Leerdam.
Arianna Fontana è un romanzo sui pattini. Ci sono i numeri che l’hanno eletta l’atleta dell’Italia più vincente nella storia delle Olimpiadi estive e invernali, al fianco di un signore che arriva dal passato: Edoardo Mangiarotti, re della scherma. Lei giura di non prestare attenzione ai record e allora fingiamo di mettere da parte le 13 medaglie vinte in sei edizioni dei Giochi.
Arianna Fontana vanta una longevità spaventosa in una disciplina dura, ultra competitiva e agonisticamente feroce.
Per continuare a vincere, ha fatto scelte di vita e professionali nette. Il suo allenatore e marito, l’ex pattinatore Usa Anthony Lobello, è inviso alla Federazione. Risultato, che dice tanto di questo Paese e dell’incapacità di saper distinguere fra persone e qualità, c’è mancato poco che la Fontana non gareggiasse più per l’Italia. Le scorie sono ancora lì, distribuite fra invidie sconfortanti e un po’ patetiche di alcuni compagni di squadra. Il problema è che gli altri parlano e Arianna continua a vincere.
Non si tratta di favoritismi, semplicemente non siamo tutti uguali e ciascuno deve essere messo nelle migliori condizioni. Le stesse polemiche coinvolsero Tomba e il suo team personale, 35 anni prima di quello che oggi consideriamo la norma per Sinner.
di Fulvio Giuliani
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