L’azzurro e l’orgoglio
Intervista a Federico Pellegrino, due medaglie d’argento nello sprint dello sci di fondo alle ultime due Olimpiadi e portabandiera azzurro di Milano-Cortina 2026
L’azzurro e l’orgoglio
Intervista a Federico Pellegrino, due medaglie d’argento nello sprint dello sci di fondo alle ultime due Olimpiadi e portabandiera azzurro di Milano-Cortina 2026
L’azzurro e l’orgoglio
Intervista a Federico Pellegrino, due medaglie d’argento nello sprint dello sci di fondo alle ultime due Olimpiadi e portabandiera azzurro di Milano-Cortina 2026
Ha vinto due medaglie d’argento nello sprint dello sci di fondo alle ultime due Olimpiadi. È in Coppa del Mondo da 17 anni, ha vinto quella di specialità ed è stato campione del mondo nello sprint: Federico Pellegrino, uno dei quattro portabandiera azzurri di Milano-Cortina 2026, avrebbe tutto per sentire una pressione gigantesca in vista dell’ultimo grande appuntamento della carriera. Invece, parlando con noi, parte in contropiede come negli allunghi letali delle amatissime gare sprint: «Allora – ci interrompe quasi – tanto per cominciare sento di non dover più niente a nessuno. Quindi, a partire da voi giornalisti e passando all’opinione di chi non mi conosce più di tanto o anche a quella del pubblico da tastiera, dico: “Potete immaginarmi sulla cresta dell’onda fino all’ultima gara della mia carriera, ma io non lo do per scontato”. Quello che so è che non avverto pressione, piuttosto una spinta che arriva non dall’alto verso il basso per schiacciarmi, ma da dietro in avanti per spingermi a fare semplicemente il meglio che posso. I risultati, poi, non dipendono solo dal mio massimo ma anche da quello degli avversari».
Ragionare in questo modo è stato per lui determinante: «La mia carriera è svoltata proprio quando ho iniziato a pensarla in questi termini. Faccio quello che faccio perché mi piace. Nessuno mi obbliga. Tutte le sere vado a dormire felice, sereno e soddisfatto di ciò che ho fatto e con il programma del giorno, della settimana e del mese impostato per riuscire a esprimermi al massimo. L’unica cosa che posso garantire è che ce la metterò tutta, io come i miei compagni di squadra: insieme condividiamo fatiche da anni e abbiamo lo stesso obiettivo di portare l’Italia dello sci di fondo sul podio di un evento a squadre dell’Olimpiade». Si ferma un attimo e precisa: «Traguardo alla nostra portata, ma soltanto a fine febbraio sapremo se ci saremo riusciti».
Prima delle ultime gare di una carriera luminosa, ci sarà da vivere la notte della cerimonia inaugurale il prossimo 6 febbraio allo Stadio olimpico Giuseppe Meazza di Milano. Federico Pellegrino entrerà per ultimo a San Siro – al fianco del fenomeno dello short track Arianna Fontana e alla testa della Nazionale – portando il tricolore: «Lo immagino con un grande sorriso, sento il senso di responsabilità che è insito in quel ruolo, perché non porterò soltanto un pezzo di tela colorato ma il simbolo di un’intera nazione e del suo popolo. Sono molto fiero di essere stato scelto e so che sarà bellissimo, un’emozione nuova e unica. Sarà molto bello, inoltre, condividerlo con una compagna di squadra che vedo solo alle Olimpiadi o al Quirinale: Arianna Fontana». E giù una risata.
Fontana sarà portabandiera al Meazza con Pellegrino, mentre gli alfieri a Cortina d’Ampezzo saranno Federica Brignone e Amos Mosaner.
Federico Pellegrino mostra orgoglio, pensando alle volte in cui è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Uno che segue lo sport e ne capisce sul serio, noi atleti ce ne siamo resi conto quando ci intratteniamo con lui alla fine delle cerimonie ufficiali».
Dopo le Olimpiadi, penserà al futuro: «Ho 36 anni e tante porte aperte davanti a me. Ho investito molte energie nell’aprirmi opportunità e affrontare la fase cruciale del passaggio da atleta in essere ad atleta ‘ritirato’. Voglio passarci indenne dal punto di vista psicologico perché sappiamo bene quanto sia difficile da gestire, soprattutto per uno che ha fatto per 17 anni la Coppa del Mondo. Qualsiasi cosa farò, però, dovrà prevedere un elemento fondamentale: tanto tempo con la mia famiglia. Negli ultimi anni sono diventato papà due volte. Mia moglie (Greta Laurent, anche lei sciatrice, ndr.) ha girato il mondo con me fino al 2022 e assieme a lei abbiamo deciso di metter su famiglia: non sta facendo mancare niente ai nostri piccoli Alexis e Fabien e viene aiutata anche dalla resilienza insita in uno sport di endurance come il fondo, ma sicuramente merita più presenza. Dall’autunno 2023 sono uno studente della Luiss in Economia e Management, grazie al programma “Luiss Top Athletes”. Il mio obiettivo è laurearmi nel 2028. Sono consigliere nazionale del Coni in quota atleti, l’unico rieletto nella primavera scorsa della precedente rappresentanza di agonisti. In questo modo ho la possibilità di continuare a conoscere il dietro le quinte dello sport, capire come funziona e poi un domani mettermi a disposizione, anche con un ruolo in Federazione. Spero però che si possa capire la necessità di passare più tempo con i miei due bimbi piccoli».
Questi ultimi e mamma Greta saranno in Val di Fiemme a fare il tifo per papà Federico. Anche se a bordo pista potranno andare soltanto in base agli orari delle gare: «Priorità alle pappe».
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- Tag: sport
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