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Lindsey Vonn, fuoriclasse senza tempo che sfida il destino

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Lindsey Vonn, 41enne leggenda della neve, ha annunciato che sarà in gara a Milano-Cortina 2026 nonostante un ginocchio rotto

Lindsey Vonn, fuoriclasse senza tempo che sfida il destino

Lindsey Vonn, 41enne leggenda della neve, ha annunciato che sarà in gara a Milano-Cortina 2026 nonostante un ginocchio rotto

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Lindsey Vonn, fuoriclasse senza tempo che sfida il destino

Lindsey Vonn, 41enne leggenda della neve, ha annunciato che sarà in gara a Milano-Cortina 2026 nonostante un ginocchio rotto

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Per alcuni atleti il confine è sottile. Anzi, forse non esiste. Esiste la sfida, andare oltre. Oltre gli ostacoli, oltre gli infortuni. Accade spesso nel motociclismo ed anche nello sci. Lindsey Vonn, 41enne leggenda della neve, sta per fare ancora di più. Ha annunciato che sarà in gara a Milano-Cortina 2026 nonostante la rottura completa del legamento anteriore del ginocchio sinistro, conseguenza di una terribile caduta durante la discesa libera di Crans Montana.

Dunque, l’americana va al cancelletto di partenza con un ginocchio rotto, dopo aver vinto qualsiasi trofeo in carriera, dopo essere stata cinque anni lontano dal Circus, per poi tornare, incassare distacchi abissali, ingoiare il rospo e tornare a vincere gare. Tutto per le Olimpiadi. Poi l’infortunio, il destino beffardo, la paura e la folle sfida. Vonn ha anche detto alla stampa che scenderà con un tutore, che gli rende il ginocchio stabile. Una scelta che evidenzia ancor di più la distanza tra i fuoriclasse ed il resto della compagnia. Se cadesse? Se dovesse rendersi conto lungo il percorso che il gioco non vale la candela?

Una prospettiva che per i fuoriclasse, appunto, non è contemplata. Non che siano pazzi, certo. Ma sanno accarezzare, flirtare con il limite. Lo ha fatto Sofia Goggia, quattro anni fa ai Giochi di Pechino. La sceneggiatura è stata simile a quella della sciatrice americana: caduta poco prima delle Olimpiadi cinesi, con trauma distorsivo al ginocchio sinistro, lesione – parziale – del legamento crociato già operato nel 2013, una piccola frattura del perone e una sofferenza muscolo tendinea. E’ arrivato un argento insperato, forse la più grande impresa della carriera della bergamasca.

E chissà se la scelta di Vonn di andare in gara con un ginocchio sfasciato non sia una robusta dose di carburante anche per Federica Brignone, che arriva da 10 mesi all’inferno, tra caduta, operazioni, riabilitazione ed un paio di gare di pura sofferenza fisica, in vista dei Giochi. Anche lei, tutto per le Olimpiadi. Fuoriclasse senza tempo, che sfidano il Tempo ed anche il destino.

Di Nicola Sellitti

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