L’Italia Under 20 si gioca la semifinale dei Mondiali
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L’Italia Under 20 domani sera si giocherà la semifinale dei Mondiali contro la Corea del Sud. È l’ennesima prova che il talento in Italia poi viene fuori
L’Italia Under 20 si gioca la semifinale dei Mondiali
L’Italia Under 20 domani sera si giocherà la semifinale dei Mondiali contro la Corea del Sud. È l’ennesima prova che il talento in Italia poi viene fuori
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L’Italia Under 20 si gioca la semifinale dei Mondiali
L’Italia Under 20 domani sera si giocherà la semifinale dei Mondiali contro la Corea del Sud. È l’ennesima prova che il talento in Italia poi viene fuori
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AUTORE: Nicola Sellitti
C’è Cesare Casadei, gigante con piedi buoni e gol nel radar, che ha lasciato l’Inter per il Chelsea, mostrando a Londra e poi al Reading (in prestito) la qualità che lo porta in testa alla classifica cannonieri dei Mondiali con cinque timbri.
C’è Tommaso Baldanzi, pezzo pregiato della casata Empoli, un po’ mezzala, un po’ trequartista. Quattro gol in campionato, due gol ai Mondiali: piace (non poco) al Napoli.
C’è poi Simone Pafundi, anno 2006, che Roberto Mancini ha voluto visionare da vicino in un paio di stage e che l’Udinese pensa di vendere tra un paio di anni a cifre con tanti zeri, lasciando da parte, che fa solo male, quel paragone lanciato da qualcuno con Leo Messi.
È il trio in vetrina dell’Under 20 che domani sera si gioca la semifinale dei Mondiali, partita in diretta su Rai2 (ore 23) contro la Corea del Sud. C’è anche altro: Ambrosino è un centravanti che Luciano Spalletti ha apprezzato durante il ritiro estivo del Napoli, disegnandogli addosso un futuro con i fiocchi. C’è anche Prati, della Spal, uno forte davvero.
Questa nazionale è arrivata come un lampo negli occhi degli italiani. In Argentina ha subito steso il Brasile, poi nella fase diretta sono state messe in fila l’Inghilterra e la Colombia (3-1 nei quarti di finale). Ora ci sono i sudcoreani e sembrerebbe una resa dei conti 21 anni dopo l’esproprio in Corea, se non fosse che nessuno è nato nel 2002 e non c’è più traccia, per fortuna, di Byron Moreno.
Sei anni fa l’Under 20 allenata da Chicco Evani è arrivata terza. Era la nazionale di Nicolò Barella, che si è poi confermato stella in Italia, a Euro 2020, anche in Champions League. Certo, tra i 19-20 anni, soprattutto per gli italiani che quasi mai trovano posto nei club, se non nelle categorie inferiori, l’exploit di oggi non è garanzia di un futuro tra i grandi. Nell’Under 20 di Evani c’erano anche Orsolini, Di Marco, Pessina: insomma, qualità non eccelsa, ma buona. L’attaccante era Favilli, considerato l’erede di Bobo Vieri. Non è esattamente andata poi così.
Ma forse è meglio godersi il momento, per quel che conta l’Italia non ha mai vinto il Mondiale Under 20, anzi spesso è stata una selezione sacrificabile per l’Under 21. È l’ennesima prova che il talento in Italia, anche se poco coltivato e spesso ostacolato, poi viene fuori. Non sarà la Francia, che produce gemme in serie, o l’Inghilterra che pure è stata battuta, ma qualcosa, più di qualcosa, si vede.
di Nicola Sellitti
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