Milano Cortina, le numerose gaffe della telecronaca Rai durante la Cerimonia d’apertura
Accanto alla bellezza dello spettacolo delle Olimpiadi di Milano Cortina, a farsi notare è stata la telecronaca Rai… per le gaffe
Milano Cortina, le numerose gaffe della telecronaca Rai durante la Cerimonia d’apertura
Accanto alla bellezza dello spettacolo delle Olimpiadi di Milano Cortina, a farsi notare è stata la telecronaca Rai… per le gaffe
Milano Cortina, le numerose gaffe della telecronaca Rai durante la Cerimonia d’apertura
Accanto alla bellezza dello spettacolo delle Olimpiadi di Milano Cortina, a farsi notare è stata la telecronaca Rai… per le gaffe
La cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 ha regalato certamente emozioni ed è stata indimenticabile, anche per chi l’ha seguita da casa (9.272.000 spettatori, pari al 46,2% di share, un milione in meno rispetto a Torino 2006)… con la telecronaca di Rai 1 che ha lasciato (e non poco) a desiderare.
Fra emozioni per l’evento e innumerevoli gaffe.
Accanto alla bellezza dello spettacolo, a farsi notare è stata infatti la telecronaca Rai.
Paolo Petrecca, subentrato ad Auro Bulbarelli dopo lo spoiler di quest’ultimo nel corso di una conferenza stampa sul coinvolgimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella (apparso sul tram guidato da Valentino Rossi), ha offerto una prova memorabile… nel senso però più ironico del termine.
Milano Cortina, le gaffe della telecronaca Rai
La prima gaffe arriva immediatamente, proprio all’inizio della diretta: “Buonasera dallo Stadio Olimpico” (che si trova a Roma); ma la cerimonia si stava svolgendo a San Siro, a Milano.
Da lì in poi è stato tutto un crescendo di gaffe:
L’attrice Matilda De Angelis viene scambiata per la cantante Mariah Carey.
La presidente del Cio Kirsty Coventry è stata improvvisamente trasformata nella figlia di Mattarella.
I campioni delle Nazionali di Volley erano irriconoscibili… per il telecronista: Paola Egonu viene citata con un vago “mi sembra di vederla” fra i giocatori.
E quando non venivano scambiate le persone, la telecronaca scivolava sui luoghi comuni (e banali):
I brasiliani con “la musica nel sangue”.
Gli spagnoli inevitabilmente “calienti”.
Gli africani associati ai “riti voodoo”.
Gli arabi “ci hanno abituato a vestiti del genere”.
E le “perle” non finiscono qui:
Il Kazakistan viene presentato con “solo quattro atleti”… ma poco dopo: “sette dei quali nello sci di fondo”.
In questa situazione, non potevano mancare le battute:
La freddura su Verdi, Rossini e Puccini: “Se Puccini si fosse chiamato Bianchini avremmo avuto Rossini, Bianchini e Verdi a rappresentare i colori della nostra bandiera”.
A completare il quadro ci ha poi pensato… il rapper Ghali, l’“innominato”: non viene mai citato dalla telecronaca, né prima, né durante, né dopo l’esibizione.
di Filippo Messina
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