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Popolo interista in lutto: è morto Evaristo Beccalossi

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Addio a Evaristo Beccalossi, l’indimenticabile numero 10 dell’Inter, autore dei due gol che regalarono uno scudetto all’Inter . Si era fatto amare anche come opinionista sportivo diventando un punto di riferimento delle tv locali lombarde. Un malore improvviso un anno fa, poi il coma. Aveva 69 anni

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Popolo interista in lutto: è morto Evaristo Beccalossi

Addio a Evaristo Beccalossi, l’indimenticabile numero 10 dell’Inter, autore dei due gol che regalarono uno scudetto all’Inter . Si era fatto amare anche come opinionista sportivo diventando un punto di riferimento delle tv locali lombarde. Un malore improvviso un anno fa, poi il coma. Aveva 69 anni

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Popolo interista in lutto: è morto Evaristo Beccalossi

Addio a Evaristo Beccalossi, l’indimenticabile numero 10 dell’Inter, autore dei due gol che regalarono uno scudetto all’Inter . Si era fatto amare anche come opinionista sportivo diventando un punto di riferimento delle tv locali lombarde. Un malore improvviso un anno fa, poi il coma. Aveva 69 anni

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Il calcio italiano di qualità perde un altro dei suoi interpreti. A neppure 70 anni è morto Evaristo Beccalossi. Il “Becca”, croce e soprattutto delizia del popolo interista che sta ancora festeggiando il 21esimo scudetto. Lo scorso anno era stato vittima di un’emorragia cerebrale, da cui non si era mai ripreso, finendo anche in coma. Categoria trequartisti tra fine anni 70 ed inizio anni’80, un antipasto dell’età dell’oro della Serie A con Platini, Zico, poi Diego: sfrontati, allergici alla disciplina tattica, tutto istinto e talento.

Il Becca aveva un sinistro estremamente educato, tra colpi di tacco, visioni, poca fatica sul campo.
Forse è stato uno dei più grandi amori per i tifosi nerazzurri, assieme al “Chino” Recoba, un altro anarchico di talento che sarebbe comparso a San Siro circa 20 anni dopo. All’Inter nel 1978, tra gol e vittorie – uno scudetto ed una Coppa Italia – Beccalossi riuscì anche a sbagliare due calci di rigore in sette minuti contro lo Slovan Bratislava, in Coppa delle Coppe, nel 1982, alimentando il monologo di un altro famoso interista, il cabarettista Paolo Rossi.

“Evaristo, Evaristo non lo ferma neanche Cristo” era il coro, discutibile e sacrilego, che rendeva l’idea di quanto fosse forte Beccalossi, almeno per la tifoseria interista. Il processo di osmosi, a base di identità, appartenenza, con il tifo nerazzurro divenne completo con la doppietta nel derby dell’ottobre 1979. Da lì è stato sempre il Becca, tifoso anche nella sua seconda vita dopo il calcio, da commentatore sportivo.

Di Nicola Sellitti

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