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Un infinito Djokovic batte Sinner e vola in finale in Australia!

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È il trionfo di Djokovic, più che la sconfitta di Sinner. Si tratta dell’apoteosi di un fuoriclasse senza tempo, che batte ancora una volta il tempo

Un infinito Djokovic batte Sinner e vola in finale in Australia!

È il trionfo di Djokovic, più che la sconfitta di Sinner. Si tratta dell’apoteosi di un fuoriclasse senza tempo, che batte ancora una volta il tempo

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Un infinito Djokovic batte Sinner e vola in finale in Australia!

È il trionfo di Djokovic, più che la sconfitta di Sinner. Si tratta dell’apoteosi di un fuoriclasse senza tempo, che batte ancora una volta il tempo

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È il trionfo di Nole Djokovic, più che la sconfitta di Jannik Sinner.

È l’apoteosi di un fuoriclasse senza tempo, che batte ancora una volta il Tempo.

Sarà Djokovic a sfidare Alcaraz nella finale dell’Australian Open.

Battuto in cinque set, finisce il sogno del tris in fila in Australia per Sinner, che questa volta giustamente perde la sfida con il leggendario serbo, alla ricerca del 25esimo titolo (38 finali) in una prova del Grand Slam.

Ma Jannik tornerà, certamente, stavolta la ribalta tocca a Nole, capace di imbrigliarlo, di fare partita pari a 38 anni, privando Sinner delle sue certezze.

Salta così la quarta finale in fila nelle prove del Grand Slam tra Sinner e Alcaraz.

Ma, ripetiamo, è giusto così, oggi ha vinto il migliore sul rettangolo di gioco in una partita che non ha raggiunto i livelli da epos omerico della semifinale precedente tra Carlos Alcaraz e Alexander Zverev.

A Sinner sono mancati i colpi, è mancato anche il coraggio in alcune fasi della partita, nonostante i 26 ace messi a segno.

Nel quinto set ha avuto diverse palle break, senza riuscire a realizzarle.

Sono inoltre venute fuori inattese difficoltà dell’italiano sul dritto, con il serbo a piazzarsi al centro del campo, anche a dettare il gioco.

Veramente formidabile, il serbo, in lacrime alla fine, lucido nello sfilare il ritmo a Sinner.

Nole si è presentato in Australia tirato a lucido, fresco, forse anche a causa dal ritiro di Jakub Menšík agli ottavi e dell’infortunio di Lorenzo Musetti ai quarti che gli hanno sottratto ore di lavoro sul campo.

Un capolavoro.

Un capolavoro di uno dei più grandi di sempre.

di Nicola Sellitti

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