Un’altra meravigliosa estate azzurra
| Sport
Il successo dell’Italia agli Europei, alla faccia di chi intravedeva solo fallimenti in questa stagione calda dello sport.
Un’altra meravigliosa estate azzurra
Il successo dell’Italia agli Europei, alla faccia di chi intravedeva solo fallimenti in questa stagione calda dello sport.
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Un’altra meravigliosa estate azzurra
Il successo dell’Italia agli Europei, alla faccia di chi intravedeva solo fallimenti in questa stagione calda dello sport.
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AUTORE: Diego de la Vega
All’inizio di agosto, complici le delusioni dei Mondiali di atletica leggera di Eugene, negli Stati Uniti, diverse voci si erano subito alzate a sottolineare con mestizia e rammarico il solco fra l’inarrivabile estate del 2021 e questa stagione calda dello sport italiano.
Ancora una volta, prudenza e una sia pur minima conoscenza delle cose di sport avrebbero dovuto consigliare ben altra accortezza nei giudizi. Figurarsi nei frettolosi epitaffi.
Passate tre settimane, l’Italia ha stracciato qualsiasi concorrenza agli Europei di nuoto di Roma, portando a casa un bilancio di medaglie degno dell’Unione sovietica e della fu Germania dell’est – ma senza doping di Stato e scusate se è poco! – mentre a Monaco di Baviera, agli Europei di atletica, abbiamo ritrovato gli uomini-copertina degli indimenticabili Giochi olimpici di Tokyo.
Giovedì sera, “Gimbo” Tamberi è volato sino a 2 metri e 30 per portarsi a casa la medaglia d’oro continentale. Risultato di straordinario prestigio in quanto tale, ma dal valore doppio o triplo, considerate le difficoltà fisiche, la frattura annunciata con il padre allenatore e soprattutto quel peso meraviglioso e terribile che accompagna qualsiasi campione olimpico nella stagione successiva al trionfo a cinque cerchi. Saperlo gestire, anzi esaltarsi nel viverlo, è solo dei grandi. Grandi sul serio, come Tamberi e Marcell Jacobs. Della freccia azzurra abbiamo già scritto, oggi ci limitiamo a un appello a chi abbia voglia di capire cosa sia lo sport a questi livelli e in particolare la delicatezza di quelle macchine meravigliose che sono gli sprinter. Finiamola con la cronaca ossessiva di ogni singolo fastidio o dolorino provato dal campione olimpico ed europeo dei 100 metri. Soprattutto quando sembra costare una finale della staffetta, come nel caso di ieri dopo il ricorso della Turchia. Jacobs convive da mesi con un arcobaleno di fastidiosissimi problemi che costringono lui e il suo staff a centellinarne gli sforzi e addirittura modificare l’impostazione tecnica delle gare (il famoso passo in meno in finale a Monaco, rispetto a Tokyo).
È tutto qui, sono faccende di elevata complessità biometrica, agonistica e di medicina dello sport, che però in bocca a gente che di sport non capisce nulla diventano perfetti strumenti polemici. Come le vicende personali di Gianmarco Tamberi, che dopo il trionfo ha allegramente mandato i critici a stendere, sorvolando sulle inevitabili domande relative al papà e annunciando a tutti un bell’addio al celibato e le nozze con la sua amata Chiara.
Una ventata di serenità, lieve come i suoi voli oltre l’asticella. Alla faccia dei critici frettolosi.
Di Diego de la Vega
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