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Nuovo incubo dal metaverso neoviolento

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Nina Jane Patel, fra i tester chiamati a provare Meta, è stata aggredita verbalmente e ‘fisicamente’ nel metaverso. Non basta mettere il distanziamento sociale obbligatorio fra avatar, Zuckerberg dovrà necessariamente fare qualcosa di più.

Nuovo incubo dal metaverso neoviolento

Nina Jane Patel, fra i tester chiamati a provare Meta, è stata aggredita verbalmente e ‘fisicamente’ nel metaverso. Non basta mettere il distanziamento sociale obbligatorio fra avatar, Zuckerberg dovrà necessariamente fare qualcosa di più.
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Nuovo incubo dal metaverso neoviolento

Nina Jane Patel, fra i tester chiamati a provare Meta, è stata aggredita verbalmente e ‘fisicamente’ nel metaverso. Non basta mettere il distanziamento sociale obbligatorio fra avatar, Zuckerberg dovrà necessariamente fare qualcosa di più.
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Aggredita verbalmente e ‘fisicamente’ nel metaverso di Facebook (Meta). È la denuncia di una sviluppatrice britannica di 43 anni, Nina Jane Patel, fra i tester chiamati a provare ‘sul campo’ la creazione su cui Mark Zuckerberg sta puntando moltissimo. La donna ha raccontato di essere stata offesa verbalmente da tre avatar dopo pochi secondi passati nella realtà virtuale di Horizon Worlds, la piattaforma creata per l’interazione social fra avatar. Secondo il racconto di Nina, l’esperienza nel metaverso si è così tramutata in un incubo per le già citate offese verbali ricevute da altri utenti, poi sfociate in palpeggiamenti e atti di vera e propria violenza sessuale, che di virtuale avevano solo l’ambiente in cui sono avvenuti. Come in troppi casi reali di cronaca, dopo le offese e l’aggressione gli utenti protagonisti di questa presunta brutta storia digitale avrebbero apostrofato la donna con frasi del tipo «Tanto lo sappiamo che ti è piaciuto». A Meta in un primo momento – il fatto risale a settimane fa – hanno provato a far finta di nulla, con una spericolata dichiarazione del vicepresidente di Horizon Worlds: «È stato un incidente assolutamente sfortunato. Questo per noi è un buon feedback perché vogliamo che la modalità Safe Zone (un tasto con cui poter sfuggire a eventuali pericoli) sia più facile da trovare». Bene ma non benissimo e allora contrordine compagni: Meta ha varato nuove regole, a cominciare dal distanziamento sociale obbligatorio fra avatar. Il massimo del minimo.   di Marco Sallustro

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