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Gianfranco Pizzuto, i segreti dietro la sua Fulminea, l’hypercar full electric

Gianfranco Pizzuto, fondatore e CEO di Automobili Estrema, impegnato in un’incredibile e ambizioso progetto: la realizzazione di “Fulminea”, l’hypercar completamente elettrica prodotta nella Motor Valley. 

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Sfido chiunque a chiedere una macchina a idrogeno in qualsiasi concessionaria d’Italia. Nessuno ve la venderà!” Esordisce così Gianfranco Pizzuto, fondatore e CEO di Automobili Estrema, impegnato in un’incredibile e ambizioso progetto: la realizzazione di “Fulminea”, l’hypercar completamente elettrica prodotta nella Motor Valley. 

Un’avventura cominciata due anni fa  – durante il periodo pandemico – da un semplice gruppo WhatsApp, dopo aver seguito un workshop, in cui si spiegava quali fossero i presupposti per progettare una macchina sportiva completamente elettrica. Così è nata l’idea di realizzarne una, con la premessa di partire da un foglio bianco e progettare tutto da zero. Amici e imprenditori coinvolti nel progetto hanno da subito creduto nella start-up. Così dopo tanto lavoro è stato costruito il modellino in scala 1:5, per poi passare al modello a grandezza naturale, presentato a maggio 2021 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.

La scelta di puntare sull’elettrico e non sull’idrogeno. Ci dice il CEO: “Pochi sanno che l’idrogeno non esiste da solo ma bisogna estrarlo e il 95% di quello che viene prodotto è ricavato dagli idrocarburi, da fonti fossili come il metano o il carbone, mentre solo il 5% deriva dall’elettrolisi dell’acqua (il cosiddetto idrogeno “green”). Oltre ai problemi di sostenibilità si aggiunge la poca efficienza a favore dell’auto elettrica. Il motivo per cui se ne parla ancora – spiega Pizzuto – è dovuto dal fatto che le società che producono carburanti fossili hanno un interesse a mantenere il controllo della distribuzione dell’energia”. 

Secondo l’imprenditore l’idrogeno non avrà futuro e l’alternativa all’attuale mobilità tradizionale resta quella elettrica: “Sono arrivato fino a Reggio Calabria partendo da Merano, ben 3000 km andata e ritorno in tre giorni con una macchina completamente elettrica. Ho fatto questa pazzia per dimostrare che è possibile”. 

Ragionando in termini di prestazioni è naturalmente la batteria a fare la differenza. Per quanto riguarda l’auto elettrica progettata da Automobili Estrema, “Fulminea”, la batteria è stata la parte più complessa del progetto, tanto che solo quella costa quanto una supercar moderna – circa 300mila euro – ma è grazie a una batteria così potente che l’hypercar garantisce prestazioni spaventose: una potenza di 1,5 MW (pari a 2.040 CV) e 0-320 km/h in meno di 10 secondi.

Numeri ottenuti grazie alla ricerca della giusta caratteristica chimica delle celle attraverso l’utilizzo di una tecnologia ibrida ovvero l’unione dei “supercondensatori” e delle “celle allo stato solido” che donano l’accelerazione bruciante.

Quando si parla di tecnologia, si pensa subito al know-how Asiatico. Negli ultimi anni, l’innovazione scientifica e tecnologica cinese ha fatto grandi progressi e la forza del Paese ha continuato ad aumentare. Tuttavia, l’Europa può avere una chance riducendo il gap. Il CEO di Automobili Estrema cita un detto cinese: “Quando soffia il vento del cambiamento alcuni alzano muri, altri, invece, costruiscono mulini a vento – aggiunge – Dobbiamo diventare padroni del nostro futuro, altrimenti verremo travolti inevitabilmente da altri competitor che hanno iniziato molto tempo fa. Dobbiamo essere aperti e accettare la possibilità che quello che abbiamo fatto fino a ieri, oggi non va più bene. Il mondo è cambiato e se non ti adatti non ti aspetta”. 

Altro nemico dell’efficientamento energetico resta la burocrazia: “Le guerre che stiamo vivendo oggi, sono causate dalla continua ricerca di energia non rinnovabile come gas e petrolio. Dobbiamo evitare le dipendenze dall’estero e sfruttare più quello che abbiamo sul nostro territorio: dall’idroelettrico all’eolico, dal fotovoltaico al geotermico, ottenendo il massimo dalle potenzialità che abbiamo dal centro – sud Italia – continua – il nostro Paese ha centinaia di Megawatt di impianti non connessi perché ‘qualcuno’ non ha interesse di mettere in rete energia rinnovabile a bassissimo costo. Ci sono delle lotte di potere di chi produce energia da fonti fossili. Nonostante tutto in Italia ad oggi il 50% dell’energia elettrica viene prodotta da energie rinnovabili”. 

Pizzuto svela i prossimi step. Automobili Estrema sta lavorando nella costruzione e completamento del prototipo, che vedrà la luce nell’estate 2023. Ma non è finita qui. “Fulminea” mostrerà la sua vera identità nel suo habitat naturale, in pista, in Germania, tentando di abbassare il tempo sul giro della Nordschleife al Nürburgring detenuto dalla cinese NIO EP9. Non sarà facile battere il tempo di 6 minuti 45 secondi e 90 centesimi, ma Pizzuto scrive su Linkedin: ”Se fosse facile che gusto ci sarebbe?”.

Di Marco Mauri

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