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50 anni dalla strage dimenticata

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Nella strage Italicus morirono 12 persone e 48 rimasero ferite. Mattarella: “È parte della stagione stragista neofascista”

50 anni dalla strage dimenticata

Nella strage Italicus morirono 12 persone e 48 rimasero ferite. Mattarella: “È parte della stagione stragista neofascista”

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50 anni dalla strage dimenticata

Nella strage Italicus morirono 12 persone e 48 rimasero ferite. Mattarella: “È parte della stagione stragista neofascista”

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È una strage dimenticata, per la giustizia italiana non ci sono colpevoli. Siamo fermi alla Cassazione, dove i neofascisti furono assolti – ha dichiarato Franco Sirotti, fratello del controllore 25enne, Silver, medaglia d’oro al valore civile, morto per aver soccorso i passeggeri quando non doveva nemmeno essere in servizio – Ci è mancato anche il non avere un’associazione delle vittime, e in questo Paese solo con l’impegno dei familiari si tengono i fari accesi. Sono in contatto con un pool di avvocati, non sarà facile ma puntiamo alle riapertura delle indagini”.

Sono passati 50 anni da quel 4 agosto (1974), quando una bomba – nel tratto di transito a San Benedetto Val di Sembro – esplose sul treno “Italicus”, partito da Roma e diretto a Monaco di Baviera. A bordo vi erano 342 passeggeri: 12 i morti e 48 i feriti. La strage fu rivendicata da Ordine Nero, ma non ebbe responsabili: tutti gli imputati processati furono assolti. L’istruttoria giudiziaria fu lunga e boicottata, in uno scenario fatto di segreti di Stato, depistaggi e coperture.

Su quel treno pare fosse salito anche l’allora ministro degli esteri, Aldo Moro – secondo la testimonianza della figlia Maria Fida – ma un attimo prima della partenza due funzionari del ministero lo riportarono alla Farnesina per firmare delle carte importanti che non potevano essere rinviate. Fida, scomparsa lo scorso febbraio, disse poi che il padre preferì non denunciare la circostanza che non fu mai smentita né confermata.

La strage è stata ricordata così, oggi, dal Presidente della Repubblica Mattarella: “Nella catena sanguinosa della stagione stragista dell’estrema destra italiana, di cui la strage dell’Italicus è parte significativa, emerge la matrice neofascista, come sottolineato dalla sentenza della Corte di Cassazione e dalle conclusioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2, pur se i procedimenti giudiziari non hanno portato alla espressa condanna di responsabili”.

Di Claudia Burgio

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